“Se l’immagine e non la verità fosse la porta stretta attraverso la quale l’uomo accede all’Aperto? E se la vera differenza ontologica dell’uomo non consistesse né nel suo essere razionale né nella sua capacità di parola, ma nel suo essere welbildend, l’immaginatore di mondi? …Se l’articolazione del pensiero fosse solo l’apertura di un contraccolpo dell’apertura dell’immagine?”

“…Quel che manca, oggi, non è una modalità di previsione ancora più complessa, capace di prevedere qualunque scenario possibile; quel che ci manca è la capacità di accettare che il mondo sia non solo il luogo del possibile e di tutti i possibili ma anche il luogo dell’impossibile, dell’immagine imprevista. Il mondo non è il creato, secondo causa ed effetto, ma il creatore infinito di immagini.”
p.28 e p43 –L’insieme vuoto di Federico Ferrari