Percorsi interdisciplinari a.s. 2018/19

Progetto INDIZI SUL CORPO

Proposte di percorsi interdisciplinari 2018/19

Il progetto, come ogni anno, propone per le classi del triennio alcune attività che possono favorire la riflessione e l’approfondimento delle tematiche legate al rapporto Corpo e Mente.

1- La mostra di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi Firenze 

5E prof.ssa Laura Panizzi – prof.ssa M. Pranzitelli – prof. Gianfranco Musotto
5D prof. ssa Jennifer Cataliotti – prof.ssa Mignani Chiara

Documentazione della visita guidata link


2 -Teatro Cavallerizza Martedì 30 aprile 2019 ore 11.30 – Gershwin Suite –
link alla scheda 

Screenshot 2018-11-13 at 22.06.22.pngConcept Michele Merola e Cristina Spelti
Coreografia Michele Merola
Musica George Gershwin, Stefano Corrias
Disegno luci e ideazione scenografie Cristina Spelti
Laboratori introduttivi a cura di Cinzia Beneventi
Spettacolo preceduto da laboratorio a scuola. Ogni laboratorio sarà concordato preventivamente con le insegnanti anche per quel che riguarda la durata e verrà realizzato a scuola in un ambiente adatto all’attività.

I percorsi interdisciplinari prevedono il coinvolgimento delle seguenti discipline:

3D Filosofia – progettazione design del gioiello (prof. Montanari e prof. Mattioli)
3E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile – Inglese (prof.ssa Francesca Melli) – Italiano (prof.ssa Sara Bonilauri)
4G Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile (Dalla pittura al grande schermo. I quadri di Edward Hopper protagonisti di un film)
4E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile
4C Filosofia (prof.ssa M. Pranzitelli) – Storia (prof. Gigi Pascarella propone la lettura dei racconti di Carver e la visione del film di Altman America now  link alla scheda)
5D storia dell’arte (prof.ssa Rita Tedeschi)
5E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Mignani Chiara) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile Dalla pittura al grande schermo. I quadri di Edward Hopper protagonisti di un film)

I contatti per la realizzazione dei laboratori e l’organizzazione degli spazi saranno gestiti dalla prof.ssa Anna Lombardini

LETTURA DI LIBRI CONSIGLIATI
In preparazione allo visione dello spettacolo Gershwin Suite su HOPPER

libro

“Non vi è cosa più vana del domandarsi chi siano quegli esseri che Edward Hopper mette in scena, o cosa accade tra loro e cosa sta per accadere occorre piuttosto rivivere con lui la sensazione che nessuno può comprendere nessuno, e osservare che se ha fissato sulla tela una situazione e non un’altra, è solo perché ha creduto di riconoscere nell’uno o nell’altro dei suoi protagonisti lo stesso senso di solitudine e di isolamento che egli prova, e insieme un’aspirazione, un brusco turbamento dell’anima che spesso non lo dubitiamo – angosciano lui stesso.” (Y. Bonnefoy)

 

 

biografia di hopper

Figure solitarie assorte in drammi silenziosi. Lo spazio, ridotto all’essenziale, è reale e allo stesso tempo metafisico, immerso in una luce tersa e implacabile. La scena è quasi sempre deserta, l’atmosfera densa di attesa. I paesaggi umani di Edward Hopper risultano laconici ed evocativi quanto quelli urbani o rurali svuotati di presenze umane e di suoni. Che uomo si nasconde dietro una così penetrante visione? In che circostanze ha generato i suoi drammi pittorici? Artista taciturno e introverso, Edward Hopper si è espresso poco sulla propria vita. È in gran parte grazie ai diari e alle lettere della moglie Jo, scritti nel corso di una simbiosi coniugale durata più di quarant’anni, che prende corpo la biografia monumentale di uno dei grandi interpreti della scena americana moderna, un pittore che ha lasciato un segno indelebile sulla posterità, tanto nelle arti visive quanto nel cinema. Gail Levin ha attinto a materiali per lo più inediti per offrirci una narrazione coinvolgente in cui la genesi dei capolavori si alterna al resoconto delle vicende quotidiane più intime condivise con Jo, in un teatro domestico carico di attrazione e conflitti violenti, di ammirazione e sostegno, di ostilità e riconciliazioni. Come modella dei suoi lavori, pungolo intellettuale, artista vissuta nell’ombra e sua prima sostenitrice, Jo Nivison Hopper ebbe un ruolo chiave per il successo del marito e un ruolo da co-protagonista le è riservato nelle pagine di questo libro.



3 – Laboratori di fotografia e di schizzi dal vero in collaborazione con
LA FONDERIA39  
(La Fonderia è la sede della Fondazione Nazionale della Danza Compagnia Aterballetto)  referente per la comunicazione e la didattica  dott. Raffaele Filace 

4E progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile)
4G progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile)
4D Progettazione della figurazione (prof.ssa Lombardo Savina, prof.ssa Pasini Federica)

4 – Proposte di spettacoli serali dei Teatri di Reggio Emilia in linea con gli obbiettivi del progetto;

  • 23 studenti  hanno aderito alla visione serale dello spettacolo: Bach Project” in scena venerdì 19 ottobre al Valli per il Festival Aperto presenta Aterballetto alle prese con due coreografi e la musica del grande Kantor: l’uno, Jiři Kylián, oramai avvolto dalla leggenda, l’altro, Diego Tortelli, un’autentica giovane promessa.  link ad un articolo
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Sintesi classi quinte

Vivaldini Studentessa 5C a.s. 2018/19 

FEUERBACH
Vivaldini Mappa Feuerbach 2018.PNG

SCHOPENHAUER

Vivaldini Mappa Schopenhauer 5C 2018.PNG

BERGSON

Vivaldini Mappa Bergson 5C 2018.PNG

MASCOLO – STUDENTESSA 5E A.S. 2018/19

DESTRA E SINISTRA HEGELIANA

 

SCHOPENHAUER

 

MARX

 

KIERKEGAARD

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La nascita della filosofia

Breve introduzione alla NASCITA DELLA FILOSOFIA
del filosofo Massimo Cacciari 

La contrapposizione tra MYTHOS e LOGOS
prof. Gianfranco Marini

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Marina Abramovic

Visita guidata
18 Gennaio 2019

Retrospettiva di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi Firenze
1 -link al sito ufficiale
2 – link alla pagina di documentazione della visita dei docenti in preparazione 

5E prof.ssa Laura Panizzi – prof.ssa M. Pranzitelli – prof. Gianfranco Musotto
5D prof. ssa Jennifer Cataliotti – prof.ssa Mignani Chiara

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PER APPROFONDIMENTI 

1 – Marina Abramović: il corpo, la performance: link all’articolo
2 – TED 
Marina Abramović
3 – Film/documentario  link al trailer

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Bergson

La reazione al positivismo: Bergson

bergson

  •  Biografia
  • La reazione anti-positivistica
  • L’attenzione per la coscienza
  • Il concetto di tempo
  • Lo slancio vitale
  • Intelligenza e intuizione


Dalla pagina PENSIERO DI BERGSON: link alla pagina

  • Maurice Merleau-Ponty, “Bergson se faisant” (1959), in Signes (1960), Parigi, Gallimard, 2003, pp. 296–311 (trad. it. Segni, Milano, Il Saggiatore, 1967).
  • Gilles Deleuze, Le bergsonisme, Parigi, P.U.F., 1966 (trad. it. Il bergsonismo, Milano, Feltrinelli, 1983)
  • Gilles Deleuze, Cinéma. 1 – L’image-mouvement. 2 – L’imagetemps, Parigi, Minuit, 1983-1985 (trad. it. Cinema. 1 – L’immagine-movimento. 2 – L’immagine-tempo, Milano, Ubulibri, 1985).
  • Walter Benjamin, “Über einige Motive bei Baudelaire”, in Gesammelte Schriften, Frankfurt, Suhrkamp, 1974, Band I/3, pp. 605–653 (trad. it. “Di alcuni motivi in Baudelaire”, in Angelus Novus. Saggi e frammenti, a cura di Renato Solmi, Torino, Einaudi, 1982, pp. 89– 130).
  • AA.VV., “Sfumature. Materiali per rileggere Bergson”, in Aut aut, 204, 1984.

INVITO ALLA LETTURA DI BERGSON

 

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Giorgio Agamben

“La poesia è una contemplazione della lingua.” 

“L’uomo come totipotenza di agire”

“La politica è il riportare l’uomo alla sua potenza di agire.”

“Chiamo gesto un atto umano senza un fine, una volontà… Il gesto mette in questione la relazione mezzo-fine. Esempio: la danza espone la potenza del corpo”

G. Agamben

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DENTRO FUORI

“Corps et Imaginaire” Séminaire n°2 –
Roland Huesca avec Jean Luc Nancy

Estratti di un’ expeausè
Trascrizione di Ezster Horvath

Traduzione in italiano di Roberto Fantuzzi

In un certo qual modo la conferenza potrebbe limitarsi a questo:

Dentro? Fuori? Ecco due immagini: si potrebbe domandare a tutti, qual è il dentro? Qual è il fuori?

Avete già capito che si potrebbe dire allo stesso tempo “questo è il dentro, questo è il fuori”, così come si potrebbe dire esattamente il contrario.

Tuttavia, è evidente che in questa Leda di Leonardo da Vinci ci sono più “dentro” di quanti ve ne siano nella, bisogna pur dirlo, molto bella e molto dettagliata radiografia, che mostra non solamente lo scheletro, ma anche i muscoli e i dettagli del corpo, al punto che si ha ancora di più l’impressione di essere dentro.  Ma ciò che rende maggiormente il dentro, l’interiorità, se volete l’anima, la vita, nel disegno di Da Vinci, che ne rende molto di più, incommensurabilmente di più, non è solamente il fatto che è visto dall’esterno, ma che è visto da un artista.

In effetti, ci si può domandare dove, quando e come un corpo è quello che è, cioè a dire, propriamente, il fuori di un dentro – perché è questo che ci aspettiamo da un corpo: che sia un fuori di un dentro, che traduca, esprima ed esponga il dentro.

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Protetto: Erasmus 2018/19

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Immagine mondo

“Se l’immagine e non la verità fosse la porta stretta attraverso la quale l’uomo accede all’Aperto? E se la vera differenza ontologica dell’uomo non consistesse né nel suo essere razionale né nella sua capacità di parola, ma nel suo essere welbildend, l’immaginatore di mondi? …Se l’articolazione del pensiero fosse solo l’apertura di un contraccolpo dell’apertura dell’immagine?”

“…Quel che manca, oggi, non è una modalità di previsione ancora più complessa, capace di prevedere qualunque scenario possibile; quel che ci manca è la capacità di accettare che il mondo sia non solo il luogo del possibile e di tutti i possibili ma anche il luogo dell’impossibile, dell’immagine imprevista. Il mondo non è il creato, secondo causa ed effetto, ma il creatore infinito di immagini.”
p.28 e p43 –L’insieme vuoto di Federico Ferrari

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Adorazione

“Se ci venisse obbiettato che uno scarto si produce pur sempre “in” qualcosa, risponderemmo che in effetti nihil e qualcosa – la cosa indifferenziata, il “vuoto” di cui parlano i fisici, il dato primordiale, subatomico o, se si vuole, la materia – sono identici. Nihil sarebbe in qualche modo lo scarto, la tensione dello scarto, la sua pulsazione o pulsione. Da questo punto di vista non c’è differenza tra una teologia correttamente intesa della creazione e l’affermazione della permanenza intemporale di una materia – o energia – sempre già data, sempre già là. In ogni istante del tempo questo là è là, aperto in ex.

Questo mondo non è un  “mondo possibile”, perché nessuna proiezione di possibile l’ha preceduto: niente, in seno al nulla, disegna piani o ipotesi di specie e di mondi. Il mondo è piuttosto l’improbabile rottura, la separazione del giorno e della notte, della terra e delle acque, di questa molecola e di quest’altra, di questa e quell’esistenza. Ex nihilo è ogni configurazione di cristallo, ogni circonvoluzione di sistema nervoso, ogni ritmo fisiologico, ogni combinazione di pensiero, di macchina, di sistema computerizzato o di composizione musicale.

L’apertura è tanto arrischiata, avventurosa quanto fortuita, tanto pericolosa quanto preziosa.
E’ ad essa che si rivolge l’adorazione. L’adorazione consiste nell’attenersi al niente – né ragione, né origine – dell’apertura. ”

J.L. Nancy, L’adorazione, p.25-26

“Dal cristallo alla logica, ci sono ordine e organizzazione di cui nessun disegno rende conto ma che la sua tensione – cristallina, organica, vivente, pensante – protende alla nostra attenzione: non per risolverla, ma per incontrarla, per provarla. E’ quello che chiamiamo “pensare”.
O “adorare”. Ossia mantenersi nel rapporto con quel niente di ragione e fine, di sostanza e soggetto, di garanzia e compimento.”

J.L. Nancy, L’adorazione, p. 28

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Filosofo e mondo

“E’ probabilmente questo ciò di cui il filosofo gode: del suo proprio venir meno nella sua volontà di mostrare la verità senza artificio, o di essere abile oltre ogni abilità. Per un tale oltre, egli non ha che la santità del silenzio o l’ebrezza del concetto. Tra queste due possibilità il filosofo vacilla e barcolla ma è qui che ha luogo il suo impegno.
Se dico che il filosofo gode, è per unire sotto questa parola la scossa che egli prova a essere spinto fuori da sé senza ritorno e il giubilio nel quale ciò lo fa immergere. Non c’è oggetto del sapere assoluto, ma un soggetto colto nella vertigine di non essere identico a sé se stesso.”
Il ventriloquo, Sofista e filosofo, J.L.Nancy 2003

“La vita nel mondo fuori del mondo” è tanto poco una formula “cristiana” che essa ha il suo luogo in quella frase già citata di Wittgenstein: “Il senso del mondo è fuori del mondo”. Wittgenstein non fa appello a nessuna rappresentazione concezione di un altro mondo”: chiede che il fuori sia pensato e afferrato nel bel mezzo del mondo.”
L’adorazione, J.L. Nancy, 2010

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