Filosofo

“E’ probabilmente questo ciò di cui il filosofo gode: del suo proprio venir meno nella sua volontà di mostrare la verità senza artificio, o di essere abile oltre ogni abilità. Per un tale oltre, egli non ha che la santità del silenzio o l’ebrezza del concetto. Tra queste due possibilità il filosofo vacilla e barcolla ma è qui che ha luogo il suo impegno.
Se dico che il filosofo gode, è per unire sotto questa parola la scossa che egli prova a essere spinto fuori da sé senza ritorno e il giubilio nel quale ciò lo fa immergere. Non c’è oggetto del sapere assoluto, ma un soggetto colto nella vertigine di non essere identico a sé se stesso.”

Il ventriloquo, Sofista e filosofo, J.L.Nancy 2003

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Percorsi interdisciplinari a.s. 2018/19

Progetto INDIZI SUL CORPO

Proposte di percorsi interdisciplinari 2018/19

Il progetto, come ogni anno, propone per le classi del triennio alcune attività che possono favorire la riflessione e l’approfondimento delle tematiche legate al rapporto Corpo e Mente:

Obiettivi
Gli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso l’attività sono quelli atti ad avviare gradualmente l’alunno/a:

  • sviluppare le capacità di elaborare una consapevolezza del proprio corpo;
  • utilizzare consapevolmente le riflessioni e le conoscenze dei filosofi studiati intorno all’idea di corpo e mente
  • servirsi di processi deduttivi ed induttivi;
  • attualizzare temi e percorsi filosofici, letterari e artistici del programma curriculare
  • sviluppare la capacità di collegare Arte – Filosofia – Laboratori e Progettazione
  • cogliere l’espressione della musica e della danza come culturalmente e filosoficamente rilevanti
  • entrare in contatto con il mondo dell’espressione corporea e delle sue implicazioni artistiche e filosofiche
  • conoscere compagnie di danza contemporanea della nostra città, le proposte dei Teatri e della Fonderia (sede nazionale di Aterballetto)

 

1- La mostra di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi Firenze – link al sito ufficiale

2 – Teatro Cavallerizza Martedì 30 aprile 2019 ore 11.30 – Gershwin Suitelink alla pagina 

Concept Michele Merola e Cristina Spelti
Coreografia Michele Merola
Musica George Gershwin, Stefano Corrias
Disegno luci e ideazione scenografie Cristina Spelti
Laboratori introduttivi a cura di Cinzia Beneventi

Spettacolo preceduto da laboratorio a scuola. Ogni laboratorio sarà concordato preventivamente con le insegnanti anche per quel che riguarda la durata e verrà realizzato a scuola in un ambiente adatto all’attività. 

“Partendo dai migliori brani di Gershwin  e dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di un altro grande artista americano del ‘900, Edward Hopper (1882-1967), Michele Merola ha realizzato Gershwin Suite, la cui colonna sonora antologizza le più accattivanti pagine dell’autore, come, tra le altre, Summertime, che sigla lo spettacolo e ricorre in più momenti e in diverse versioni, e Rhapsody in blue.  Ispirati direttamente ai quadri di Hopper, sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli, ma anche le scene di insieme, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento. In scena tanta varietà assume i modi di un set cinematografico, grazie anche ad una scenografia che cambia in continuazione, proprio come in un set, e ad una coreografia che tocca più tasti, grazie alla versatilità del coreografo, capace di declinare la propria creatività e il proprio talento al passo con i tempi della contemporaneità.”  Ermanno Romanelli

3 – Laboratori di fotografia e di schizzi dal vero in collaborazione con LA FONDERIA39  

(La Fonderia è la sede della Fondazione Nazionale della Danza Compagnia Aterballetto)  referente per la comunicazione e la didattica  dott. Raffaele Filace 

4 – Proposte di spettacoli serali dei Teatri di Reggio Emilia in linea con gli obbiettivi del progetto;

  • 23 studenti  hanno aderito alla visione serale dello spettacolo: Bach Project” in scena venerdì 19 ottobre al Valli per il Festival Aperto presenta Aterballetto alle prese con due coreografi e la musica del grande Kantor: l’uno, Jiři Kylián, oramai avvolto dalla leggenda, l’altro, Diego Tortelli, un’autentica giovane promessa.  link ad un articolo

 

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Firenze

Visita alla Restrospettiva di Marina Abramovic THE CLEANER per docenti di scuola superiore: Liceo artistico G. Chierici (prof.sse Bigi Lorenza – Fabbris Linda – Lombardo Savina – Pranzitelli Mariarosaria – Quaini Sonia – Scolari Pamela – Vallese Marina)

Link alla pagina ufficiale

L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunisce oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

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Visita al complesso di Santa Maria Novella

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La facciata di SANTA MARIA NOVELLA


IL CROCIFISSO DI GIOTTO


MASACCIO LA TRINITA’


LA CAPPELLA STROZZI
1486 Filippo Lippi allievo di Sandro Botticelli


Cappellone degli Spagnoli
(Costruita tra il 1343 e il 1355 dall’architetto Fra Iacopo Talenti)
La colonia spagnola di Firenze era solita radunarsi in questo luogo dal tempo in cui Eleonora di Toledo, divenuta moglie del duca Cosimo I de’ Medici (1539), ne aveva ottenuto l’uso per le funzioni religiose dei suoi connazionali.


Il trionfo di San Tommaso


Paolo Uccello

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Biennale di Venezia 2018

Yvonne Farrell e Shelley McNamara sono le curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura, che si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto è

Freespace

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Indizi sul corpo

CORPO E PENSIERO  
di Mariarosaria Pranzitelli e Francesco Costabile

In questo percorso progettuale abbiamo cercato di far incontrare la danza e la fotografia attraverso uno sguardo filosofico. La danza è stata l’occasione per individuare, grazie alla riflessione legata alla fotografia e alla sua particolare tecnica, il fatto che noi “siamo” e non abbiamo un corpo, come la tradizione maggiore del pensiero occidentale non soltanto ci lascia intendere, ma ci spinge e costringe a pensare.
Durante alcune letture affrontate in classe sulla riflessione della tradizione filosofica da Spinoza a Cartesio, da Nancy a Deleuze, abbiamo raccolto indizi e visioni della specificità del rapporto mente – corpo che attraversa le varie scienze (vedi neuroni specchio e neuroscienze).
La danza è una delle tante “ri-velazioni” del corpo e, come in ogni ri-velazione, possiamo e dobbiamo avvertire nel suo movimento che qualcosa è messo a nudo e contemporaneamente velato di nuovo. Il velo che viene tolto al corpo è anche, paradossalmente, quello che nuovamente lo nasconde.
Ciò dipende dal fatto che “noi non sappiamo che cosa può un corpo” (Spinoza) e non lo possiamo sapere perché la sua singolarità plurale resiste e insiste in maniera sorprendente proprio nel gesto della danza.

Proprio il corpo costringe la filosofia a quel che è: un non-sapere. Pensare il corpo è un esercizio filosofico quasi indispensabile perché la vita non venga esclusa o aggirata dalla filosofia.
E’ per questo che il pensiero quando pensa il corpo non si rivolge solo all’anatomia, ma anche alla letteratura, alla poesia e ovviamente alla danza. Ecco, la danza es-pone forse meglio ciò che, per dirla con Nancy, ogni pensiero è: un corpo.

“Non ha senso, pertanto, parlare separatamente di corpo e di pensiero, come se potessero sussistere ciascuno per sé, mentre essi non sono che il loro toccarsi reciproco, il contatto della loro effrazione l’uno attraverso l’altro e l’uno nell’altro. Questo contatto è il limite, lo spaziamento dell’esistenza. Tuttavia ha un nome, si chiama “gioia” e “dolore”, o “pena”.”

“La fotografia sta soccombendo perché ciò che si vede su Instagram o sui telefoni cellulari non è fotografia. La fotografia è un oggetto materializzato che si stampa, si ha, si guarda… Oggi esistono solo immagini e le immagini non sono fotografie” con queste parole Sebastião Salgado, uno dei maestri della fotografia contemporanea, descrive la progressiva designificazione dell’atto fotografico e della sua fruizione. I ragazzi sono abituati a produrre e a consumare immagini sin dalla tenera età e questa bulimica sovrabbondanza, se da un lato aiuta il discente ad una manualità e una dimestichezza con il mezzo dall’altra ha portato ad un depotenziamento del mezzo e ad una sorta di cecità. Nella sovrabbondanza si smette di vedere, non si pensa, non si costruisce, non si narra e si finisce per diventare soggetti passivi, stanchi consumatori di immagini vuote.   Il laboratorio di fotografia si è prefissato l’obiettivo di “pensare” l’immagine, costruirne il senso, leggerne la luce, restituire alla mera immagine il suo status di fotografia, ovvero opera dotata di senso, in grado di restituire la relazione tra l’io e il mondo, tra chi osserva e chi è osservato. Questi scatti si contraddistinguono per un assoluta eterogeneità. Un solo soggetto è letto ed interpretato in svariati modi e subisce letture e restituzioni diverse. La creazione di un pensiero critico, la scoperta di un proprio sguardo, non può non essere motivo di soddisfazione per il nostro lavoro. Ci auguriamo che la scuola possa collocarsi sempre di più nell’ottica di rieducare all’immagine. E’ un modo per formare soggetti attivi, creatori di senso, cittadini in grado di difendersi dalle migliaia di immagini che quotidianamente sono costretti a subire.

Ringraziamenti

Maria Grazia Diana – Dirigente scolastica  Liceo Artistico “G.Chierici”                                    Gigi Cristoforetti   Direttore Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto
Sveva Berti – Coordinatrice artistica Aterballetto
Raffaele Filace -Ufficio stampa e comunicazione della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto                                                       

Gli alunni della 4E a.a. 2017/2018: E.Alessandri, C. Anghinolfi,  E. Bassoli, G. Carrozzo, C. Cavandoli, M. D’Orsi, M. De Nardis, V. Esentato, G. Fabbi, G. Fusaroli, M. Fusco, I. Gandolfi, L. Gorrieri,  G. Govi, N. Haka, L. Limongi, B. Mascolo, E. Mazzini, M. Messori,     M. Morini, S. Rizzo, G. Ruozi, C. Scaglia, V. Scala, J. Tirelli

Tutti i danzatori della compagnia Aterballetto e lo staff della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.

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Arte ed esposizione – Dublin

“Non cerchiamo di andare dietro la tela, non cerchiamo oltre la breve immobilizzazione di un olio, non cerchiamo di vedere dietro al visibile. Siamo già entrati, siamo esposti alla visione: è tutto ciò che ci viene richiesto, che ci viene permesso e promesso.”
j.L. Nancy

photo by @marypranzitelli

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photo by @marypranzitelli presso la National Gallery
La galleria nazionale di Dublino, ospita 13.000 opere d’arte, si compone di tre sezioni per un totale di 54 gallerie.

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photo by @marypranzitelli  Trinity College Dublin

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Pubblicazione “Indizi sul corpo”

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PUBBLICAZIONE : Indizi sul corpo  – Laboratorio di Filosofia e Fotografia

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Platone la madre ingovernabile

Dal sito di RAI CULTURA

Adriana Cavarero

Platone, padre della filosofia, immagina il femminile come ingovernabile, sia nel Timeo, dove, descrivendo la genesi del cosmo, rappresenta il femminile come lo spazio informe, che rende possibile la generazione delle cose dalle Idee, sia nella Repubblica, dove racconta il mito della Caverna, nel quale il femminile è la caverna stessa, che come un grande utero rende possibile la proiezione dei simulacri delle forme, e quindi l’inizio di un percorso verso il Logos, che è al di fuori della caverna.

IL VIDEO SU RAISCUOLA Vai al link

 

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La vita delle piante

Emanuele Coccia, La vita delle piante

Emanuele Coccia, La vita delle piante

“Tutto è in tutto. Questa mescolanza fa del mondo e dello spazio la realtà di una trasmissibilità di una traducibilità universale delle forme. Ma ciò che chiamiamo trasmissione è solo l’eco di questa inerenza reciproca di ogni cosa in ogni altra cosa: il mondo è un contagio perpetuo. Tutto è in tutto, perché nel mondo tutto deve poter circolare, trasmettersi, tradursi. L’impenetrabilità, spesso immaginata come la forma paradigmatica dello spazio, è un’illusione: là dove vi è un ostacolo alla trasmissione all’interpretazione, un nuovo piano si produce, quello che permette ai corpi di rovesciare l’inerenza dell’uno all’altro In un’interpretazione reciproca. Tutto nel mondo produce la mescolanza e si produce nella mescolanza. Tutto entra ed esce ovunque: il mondo è apertura, libertà di circolazione assoluta attraverso i -non accanto ai-corpi e gli altri.”

Emanuele Coccia, La vita delle piante, p. 91

 

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L’uomo, la macchina, l’automa.

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