Post in evidenza

Il silenzio degli intellettuali

2015
“Anche il pensiero conosce migrazioni, esilii, mutamenti, tracolli, fughe e asili. La postura sicura di sé della soluzione è quella di colui che decide, non del pensatore. Ci devono essere certo delle persone che decidono- ci deve essere anche chi sia in grado di criticarli. Ma non bisogna far passare come decisioni possibili vecchi significati che non sappiamo più argomentare – tanto “umanismo” che ” sovranità” o “popolo” o perfino “politica”.

“Altre civiltà ci sono passate. Maya, Ittiti, Micenei, Romani, Mongoli, molti altri hanno vissuto gli orrori della decomposizione e dello smarrimento. Le loro forze profonde hanno subito una metamorfosi. Questi mutamenti sono così ampi e lunghi che non si potranno cogliere che a posteriori. Ma è possibile, è necessario pensare a partire da questo orizzonte o prospettiva.

Il che non impedisce di pensare al presente. Al contrario. Questo offre per esempio ottime ragioni per vedere nei rifugiati dei messaggeri non solo di crisi e di guerra, ma anche e soprattutto di storia, della nostra storia, di quel che accade a noi e spinge noi stessi in una migrazione silenziosa, attiva e vigilante”

J. L. Nancy

Erasmus Day

Discovering Freud – A spasso con FREUD – Descobrindo Freud

Questo progetto ha previsto la collaborazione delle due scuole favorendo un’attività di studio di un itinerario filosofico sulla figura di Freud.
Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi di studio con la presenza di entrambe le nazionalità. Attraverso una visita virtuale al Museo della casa udi Freud a Londra, hanno iniziato a studiare la sua vita e le sue opere.
Come materiali, oltre ai manuali, hanno utilizzato le pagine del blog SU FREUD , filmografia, sitografia, bibliografia, serie TV ecc.per proporre un percorso possibile di approfondimento di alcune tematiche.
L’occasione di mettere in dialogo gli studenti della scuola del Portogallo e la classe 4 E (oggi 5E) del Liceo Chierici cerca di unire all’aspetto filosofico temi di attualità e interdisciplinari in una prospettiva Europea. Gli studenti hanno collaborato per produrre un oggetto (presentazione – video ecc.) che mostri il loro percorso di studi su Freud e che possa risultare un utile strumento di approfondimento condiviso e per favorire una riflessioni anche sul presente

This project is focused on the collaboration of the two schools by promoting the study of a philosophical itinerary on the figure of Freud.
By using a virtual visit to the Freud House Museum in London the students will be divided into study groups with the presence of both nationalities.
We will use the pages of the (SU FREUD – link) blog to propose a possible route to visit the museum and to explore some issues.
The opportunity of  getting  the students of the Portuguese school and the class 4 E of the Liceo Chierici into a  dialogue seeks to combine the philosophical aspect of the current and interdisciplinary themes in a European perspective.
Starting from the biography the students will be offered different types of materials and documents: filmography, sitography, bibliography, TV series, etc.

 The students * will collaborate to produce an  artefact  (presentation – video etc.) that shows their path of studies on Freud and that can be a useful tool for sharing their  study and encouraging  a  reflection on the present as we are.

https://www.cinematographe.it/focus-serie/serie-tv-da-vedere-simili-a-freud/

Documentario su Netflix

https://www.netflix.com/title/80186252

Serie TV

https://www.cinematographe.it/focus-serie/serie-tv-da-vedere-simili-a-freud/ 

FILMOGRAFIA

14 ottobre 2021

Prof.ssa Tiziana Angiolini
12.10 collegamento con l’Agrupamento de Escolas de Montemor-o-Novo O-Moro
La filosofia di Freud interpretata attraverso una lettura ragionata di alcuni studenti delle 5E
(collegamento con la docente della scuola di Montemor e alcuni studenti portoghesi)
La docente referente Mariarosaria Pranzitelli racconta brevemente il progetto e le future mobilità

Grazie

Nella danza non vi sono che gesti
L’opera d’arte produce un segno che va al di là di sé stessa.
J.L.N. Del contemporaneo

Lo stupore è, di fondo, la virtù filosofica.
Lo stupore è la messa a nudo del senso.
J. L. N. – L’oblio della filosofia

Scrivere la danza, scrivere la filosofia.
di Mariarosaria Pranzitelli

Leggendo le opere di Jean Luc Nancy non si può che intrecciare danza e pensiero, basterebbe citare un’affermazione del filosofo per confermarne il profondo legame: “Senza alcun imbroglio, e senza alcuna leggerezza, posso dire che quando penso, danzo.” (1)
Pensare è danzare, oscillare, andare da un punto all’altro, ritornare, andare verso, fermarsi, così specularmente ogni azione rispecchia una parola una forma narrativa, uno slancio o un’idea.
Nancy attraverso autori che hanno determinato la storia del pensiero filosofico, ripensa lo spazio e il corpo, la sensibilità e con Kant ci fa ripensare le grandi categorie metafisiche con una materialità inedita e convincente: “Non l’ho fatto apposta, ma è così: ecco che mi trovo già in prossimità della danza.
Poiché questo vacillare del senso apre direttamente su che cos’è dunque la terra sulla
quale cammino e mi appoggio? È il corpo celeste che conosce l’astronomia e la cosmologia? Cosa faccio camminando? Vado verso un orizzonte che mi fermerà e mi riporterà al punto di partenza? O faccio altre cose, qualcosa di estraneo a questo movimento, qualcosa che si rapporta diversamente alla terra?” (2)
Direi allora, per fare una sorta di coreografia kantiana, che l’assolo è la generazione dello spazio-tempo di un soggetto, cioè a dire, la generazione dello spaziamento, dello spazio e, ben inteso, del tempo…La composizione e la disposizione – la distensione – di uno spazio-tempo del mondo.
Indizi sul corpo, solo indizi, segnali, posture e gesti. Se parliamo di un corpo, dei corpi non siamo semplicemente in una parola che dice il corpo, siamo in un movimento, in un distanziarsi dal corpo con il corpo della parola e del suo peso.
Non si può più pensare, dopo Nancy, il pensare astratto e descrittivo, la sua funzione didascalica è completamente implosa. Con il peso di un pensiero il corpo ha tutta un’altra tensione con la parola e con il gesto. Per questo l’esattezza si fa nel gesto e non nel corrispondere ad un concetto o ad un’immagine. L’immagine e il concetto, quando si creano, sono spaziamento, sono un altro respiro e un altro ritmo dell’esserci. Si declina una poetica e una dinamica, un’estetica che apre ad
un’altra cornice che genera un’altra cornice. Di questo e solo per questo la filosofia continua il suo compito di resistenza e di invenzione della parola che rende la sua stessa forma una continua assunzione di punto di appoggio per un altrove. La parola annuncia qualcosa se annuncia la sua stessa corporeità e il suo peso. Di questa forma non è la parola a deciderne il contorno ma il suo accadere il suo spazializzare i luoghi e gli incontri. Per questo vedo nei corpi di chi danza la fatica
della parola che si fa forma. C’è pensiero nella danza senza parola, di questo il filosofo è grato. Proprio là dove non si sono ancora trovate le parole esatte, la corporeità può diventare annuncio, spostare, grazie alle vibrazioni e al ritmo, ai colori e ai suoni un modo per creare immagini inedite, associazioni inaspettate che il corpo dello spettatore può esperire e far diventare un inizio di movimento altro.

1 Mathilde Monnier Jean-Luc Nancy, allitterazione, Conversazioni sulla danza, Galilée, 2005
2 ibd.

Interdisciplinarietà

“Il lavoro interdisciplinare, di cui oggi tanto si parla, non è un confronto tra discipline già costituite (nessuna delle quali infondo è disposta a lasciarsi andare). Per fare qualcosa di interdisciplinare non basta scegliere un ‘soggetto’ (un tema) e raccogliervi attorno due o tre scienze. L’interdisciplinarietà consiste nel creare un nuovo oggetto che non appartiene a nessuno”.

Roland Barthes, Giovani ricercatori, Il brusio della lingua, Einaudi, Torino, 1984, p. XX

«La filosofia può essere fondazionale nei confronti della cultura restante perché la cultura è la raccolta delle pretese di conoscenza, mentre la filosofia sottopone a giudizio tali pretese. Può fare questo perché comprende i fondamenti della conoscenza e trova questi fondamenti attraverso lo studio dell’uomo-come-soggetto-della-conoscenza […]»;

R. Rorty, La filosofia e lo specchio, Bompiani, Milano 1986 p. 7)

Filosofia

“La filosofia non è né “alta” né “profonda”: si tiene rigorosamente all’altezza delle cose, del mondo e dell’uomo, non ha su di loro nessun “punto di vista”, né sopra né sotto. In generale la filosofia consiste proprio nel non assumere nessun punto di vista -anzi, nel non essere affatto una vista, se è vero che non c’è più vista, quando si penetra nella cosa o quando la si afferra.”

J. L. Nancy, Hegel L’inquietudine del negativo, p.47

Corpi tra corpi

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Deprivazione dei corpi

28/04/2020 ALFONSO CARIOLATO

“Ora, la filosofia, specie degli ultimi decenni, ha fatto del corpo, dei corpi, uno dei suoi principali interessi. Ed ecco che con l’arrivo dell’epidemia emerge un fatto inaspettato (d’altronde, la realtà sorprende immancabilmente il pensiero): mai forse come in questi momenti sentiamo di essere un corpo tra corpi e, al tempo stesso, i corpi sembrano, da una parte, allontanarsi tra loro a una distanza abissale o, dall’altra, fondersi in un abbraccio mortale (il virus ci ricorda, tra l’altro, che i corpi sono in una costante lotta fra loro). Per difenderci dal virus, abbiamo eretto una serie di barriere tra il nostro e gli altri corpi. L’epidemia si trasmette, passa da un corpo all’altro, confonde i piani e, insieme, costringe alla separazione, alla divisione, all’allontanamento. Essa mostra drammaticamente che i corpi sono sempre altrove.”