Classe 3D 2018/19

3D Filosofia – progettazione design del gioiello (prof. Montanari e prof. Mattioli)
Ispirati alle opere di Hopper e allo spettacolo e laboratorio di Indizi sul corpo 

Teatro Cavallerizza Martedì 30 aprile 2019 ore 11.30 – Gershwin Suite –
link alla scheda 

Romiti Irene

 


Laura Mendocino


 

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Intervista a Letizia Battaglia

SOGGIORNO STUDIO A PALERMO
CLASSE 5 E 
Liceo artistico Gaetano Chierici
Reggio Emilia
A.S. 2018/19

LINK ALLA PAGINA COMPLETA DI DOCUMENTAZIONE DEL SOGGIORNO A PALERMO

Incontro con Letizia Battaglia
RIPRESE E MONTAGGIO DEGLI STUDENTI DELLA CLASSE 5E
Docenti: Francesco Costabile – Mariarosaria Pranzitelli – Pamela Scolari

Si ringraziano Letizia Battaglia, Roberto Timperi e i collaboratori del Centro sperimentale di fotografia di Palermo per la disponibilità e il tempo dedicato agli studenti e ai docenti. 

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Relazioni finali 2018/19

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Classi 4 E – 4G – 4D – 4C

Gli student* hanno scritto una relazione finale sul progetto Indizi sul corpo, di seguito alcuni esempi.


Elena Filippi classe 4D

Il corpo: come è stato concepito nei secoli?
Com’è cambiato il suo legame con l’anima?

La concezione che l’uomo ha del proprio corpo è variata molto nel corso dei secoli. Aristotele sosteneva che se l’anima è la forma del corpo anche il corpo è ciò che imprime una forma all’anima, in un gioco sottile che corre fra il tangibile e l’intangibile, fra ciò che forma e ciò che viene formato.
Questa è l’idea aristotelica di corpo e anima che si compongono in un tutt’uno, in una comunione di forme in armonia fra loro.
Durante il Medioevo il corpo era considerato come un particolare bene materiale (differente dagli altri solo in quanto sede tangibile dell’anima) e quindi come qualcosa a cui doveva essere anteposta in ogni caso la salvezza dello spirito perché “la carne è debole” mentre l’anima, se mondata dal peccato, era ciò che avrebbe portato l’uomo in Paradiso, in linea con quanto affermava la Chiesa. La supremazia dell’anima sul corpo dunque.
Nel 1400-1500 (durante l’Umanesimo e il Rinascimento) il corpo umano riconquistò in parte la sua perduta importanza: secondo la logica rinascimentale l’uomo era stato posto al centro dell’universo nella sua interezza, con mente e corpo; ne è una prova “l’Uomo Vitruviano” di Leonardo da Vinci in cui è raffigurato un uomo come misura dell’universo tutto in quanto centro esatto sia del quadrato sia del cerchio, le due figure perfette che rappresentano l’uno la materialità, l’altro la spiritualità…                                                

Leonardo-1452-1519-veduta-della-mostra-presso-Palazzo-Reale-Milano-2015-Leonardo-da-Vinci-Uomo-vitruviano-1490-ca.jpg“Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci (ca.1490)

A questa “rivincita del corpo” si associò non a caso un rinnovato interesse per gli accurati studi anatomici e proporzionali operati dagli antichi.
Nel 1600 pese corpo la concezione di un importantissimo filosofo: Cartesio nelle sue “Meditazioni Metafisiche” distinse chiaramente la “res extensa (il corpo) e la “res cogitans” (la mente, il pensiero), dichiarando che, di fatto, la res extensa limita la res cogitans altrimenti libera, consapevole e priva di estensione.
L’unico punto di contatto fra le due res è la ghiandola pineale. Si parla di “dualismo cartesiano”.
Cartesio affermava con la sua celebre frase “cogito ergo sum” (= “penso quindi sono”) quella che per lui era la condizione d’esistenza dell’uomo, in quanto l’essere umano senza il pensiero sarebbe solo un mero automa (concezione meccanicistica del creato).

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Lo scrivano di Pierre Jacquet-Droz (1744)

A proposito della concezione meccanicistica cartesiana è interessante parlare della concezione di corpo di Cartesio poiché egli considerava quest’ultimo come un sistema di leve e ingranaggi fisicamente efficiente; certamente questa sua idea di “corpo come macchina” fu un’ispirazione per la medicina e si può dire che René Descartes inventò i robot, in una sorta di slancio anacronistico (al punto che già nel 1700, nella razionalissima epoca dei Lumi, ci furono diversi uomini di scienza e inventori che, probabilmente ispirati proprio da Cartesio, si diedero alla realizzazione di questi automi anche con risultati sorprendenti).
Non molti anni dopo fu il giovane filosofo olandese, Baruch de Spinoza, a sostenere (differentemente da Cartesio) una nuova concezione di relazione mente-corpo: con il suo “parallelismo psico-fisico” egli affermava che le due res individuate dal suo collega francese possedessero una “corrispondenza biunivoca” ovvero il corpo è l’aspetto esterno e tangibile della mente e la mente è l’aspetto interno del corpo. Per Spinoza la relazione così stretta fra estensione e pensiero è assicurata dalla “Sostanza” ovvero da Dio (“Deus sive Natura” = “Dio ovvero Natura”).
Personalmente ritengo che queste teorie e opinioni seppur differenti fra loro possano considerarsi tutte valide: come diceva Hegel “ogni filosofia descrive il suo tempo” e così anche ogni concezione di corpo formulata descrive il periodo in cui viene concepita.
Ritengo sia un buon compromesso adottare un poco della filosofia di Epicuro perché egli sosteneva che la filosofia fosse una medicina e come tale dovesse occuparsi di alleviare gli affanni umani portando ad un benessere sia del corpo (aponia) sia dell’anima (atarassia).
L’anima che fugge dal corpo in parole, in un alito di vento, pare quasi un retaggio del pensiero di Anassimene, del suo concetto di archè dell’aria che anima la materia. Si tratta dunque di quello stesso soffio vitale di Dio che animò il corpo di terra rossa e fango del primo uomo nel perduto Eden?
È quel medesimo soffio vitale che fa battere il cuore, fa muovere i muscoli e le ossa come un’arcana e misteriosa fonte d’energia, è questo ciò che anima il corpo e lo rende umano, come è pur vero che un anima privata di un corpo che la trattenga non sarebbe altro che spirito perso nel vento.

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“Lezione di anatomia del dottor Tulp” di Rembrant (1632)


Classe 4E

Manuel Benati 4E

INDIZI SUL CORPO 2019
Indizi sul corpo è un progetto intelligente. Indizi sul corpo è un progetto astuto, molto importante, ma purtroppo non sempre capito completamente dai ragazzi nel suo vero scopo, nella sua totale finalità.
Indizi sul corpo è importante perché ancora una volta (come per grazia divina è, e speriamo lo sia sempre) il sistema scolastico dà la possibilità ai ragazzi di avere un’opportunità, aprire la mente e cercare una spiegazione al significato della nostra grande casa, il nostro rifugio: il corpo.
Indizi sul corpo, se capito, scopre le carte in tavola, apre gli occhi sull’uso del corpo e te lo spiega attraverso una delle arti maggiormente praticate e a parer mio, tra le più importanti, ovvero la danza.
Il controllo, l’autogestione, conoscere che ogni singolo gesto è provocato da milioni di piccole parti che si uniscono e si contorcono per dar vita a un movimento, ben preciso in quel preciso istante. L’eleganza, la grazia, sono attributi che si associano a un ballerino, ma la danza è anche brutalità, cattiveria, intensità negativa. Tutto per un solo scopo, suscitare il disturbo, catturare l’attenzione, svegliare qualcosa dentro le persone per cui debbano alzarsi e dire io ci sto, oppure provocare piacere nel vedere un corpo danzare unendosi con la musica, mescolando vista e udito.
Indizi sul corpo ti avverte. Il tuo corpo è prezioso, il tuo corpo è il biglietto da visita per le altre persone, il tuo corpo sei tu. E questo progetto te lo dice. Abbi cura dei tuoi gesti, ragionali, rendili importanti, perché ogni gesto ha un suo significato, ma questo non solo nella danza, nel mondo reale!
“L’anima è la forma di un corpo organizzato” dice Aristotele, che di corpo rispetto a Platone, parla più concretamente, avendo la visione di una vita terrena, senza un mondo altro.
Il corpo è davvero la prigione dell’anima? (Come dice stavolta Platone). Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro e metterci in esame sul nostro modo di ragionare, vivere e pensare.
Secondo me non c’è una vera e propria risposta universale, non ci sarà mai. Quanto più il corpo è vissuto come elemento distaccato da un io inteso come anima, tanto più si insinua lo squilibrio che ci allontana dalla vera essenza dell’uomo. Nei paesi orientali il rapporto con il corpo è fluido e concerne a una vita spirituale in cui la relazione tra anima e corpo sono simbionti. Al contrario della visione occidentale che tende a sminuire, banalizzare l’importanza di un corpo e la sua relazione con l’anima o l’intelletto.
Esternare le proprie emozioni, dimostrare di avere una sensibilità attraverso il corpo oggi corrisponde ad essere deboli, sfociando in luoghi comuni davvero poveri e tristi, es. su tutti Billy Elliot. Le persone che hanno questa passione e riescono ad esprimersi attraverso la danza o il teatro sono in realtà da elogiare, sono loro i forti, e non i deboli. Indizi sul corpo ci dice anche questo. (Ed è un peccato che non tutti lo sappiano davvero).
“Il corpo finito contiene l’infinito” dice Nancy, l’anima, la ragione, l’intelletto e tutto ciò che ne comporta, che ne deriva, che siamo in grado di pensare, immaginare resta dentro a un corpo, che, come continua a dire Nancy, “non è anima, né spirito, ma proprio lo sviluppo del corpo stesso”.
L’emozionarsi e il sapersi emozionare è il primo passo per usare e conoscere il
proprio corpo.
Durante la visione di uno spettacolo, tutto tace, tutto si resetta e ci si immerge in una nuova realtà da poter interpretare liberamente secondo le proprie conoscenze, esperienze e virtù; lasciando entrare un nuovo messaggio accompagnato da una nuova emozione. Lo spettacolo finale, ci ha fatto notare come lo studio dedicato ai quadri di Hopper per essere messi in scena dai ballerini sia stato accurato e dettagliato, ma è estremamente difficile dover passare da un quadro, con una visione bidimensionale e finita a una coreografia mantenendo fedeli le emozioni e le sensazioni trasmissibili; anzi addirittura aggiungendone. E su questo, regista e attori sono stati impeccabili.
Ringrazio i professori Pranzitelli e Costabile per l’opportunità concessa.
L’arte salva l’uomo, l’ha sempre salvato e sempre lo salverà, e Indizi sul corpo, è la conferma, che saper usare il proprio corpo, è una vera e propria forma d’arte.


CLASSE 4G

Selezione di parti dei testi prodotti dalla classe 4G, effettuata dagli stessi studenti in condivisione.

“Se l’esistenza appare come un’esposizione corporea, allora il pensiero avrà come oggetto il corpo e l’esperienza del toccare, l’istituzione del senso nell’estensione e vibrazione dei corpi,” J. L. Nancy, questo fu proprio quello che mi fece sentire un’insegnante di danza, che venne nella nostra scuola, per farci sentire queste sensazioni, dandoci indicazioni, sul lasciarsi trasportare senza dover pensare a che mossa fare, semplicemente danzare con il nostro corpo.
Susanna Mazza

Una delle cose però che mi colpì di più non fu una parte dello spettacolo, bensì un commento che fece il coreografo alla fine dell’evento secondo cui l’artista, diversamente dagli altri esseri umani, ha il dono di avere un contatto più diretto con la propria anima, a quella sfera sensibile che rimane nascosta agli occhi di molti, ma che sprigionerebbe un’energia immensa se solo fossimo tutti in grado di coglierla.
Paltrinieri Emma

Trovo che il progetto metta in luce proprio queste parole, ci faccia capire quanto un’espressione artistica come la danza riesca a far trasparire il vero che c’è dietro a un corpo, quello che ad occhio nudo e disattento non puoi cogliere.
Sara Rizzo

Il ballerino non imprigiona l’anima in un involucro corporeo, bensì usa il proprio corpo per esprimere ciò che l’anima da sola non riesce a fare, perché intangibile. Il vero problema sorge quando il corpo non comunica più con lo spirito, costringendo questo ad una ribellione. Questo è il maggior conflitto che ha l’uomo, quello con se stesso, che non deriva da altro se non da una mancanza di interesse verso se stessi, verso una pigrizia sul volersi esplorare e conoscere. Questo l’arte insegna, nelle sue più varie forme, a capire cosa l’anima vuole esprimere attraverso i mezzi che il corpo ha.
Emma Paltrinieri

La danza è il linguaggio dell’anima.
Lorenzo Picconi

Il corpo fabbrica l’autoimmunità dell’anima, ovvero difende l’anima da se stessa, le impedisce di appartenere interamente alla sua intima spiritualità e provoca nell’anima un rigetto dell’anima stessa.
Una legge di stabilità tra equilibri dell’anima, del corpo e dello spirito potrebbe dunque permettere un continuo rigenerare l’esterno attraverso l’interno e l’interno attraverso il confine, come afferma Disler.
Il corpo è dunque il circuito entro cui viaggiano le informazioni, lo spirito è il materiale del circuito identico a ciò che è il materiale esterno e l’anima è ciò che riconosciamo.
Susanna Mazza

Penso che per danzare sia necessario avere una conoscenza corporea dei movimenti, della relazione che si ha con i muscoli, quindi della coreografia, ed avere una consapevolezza del proprio corpo. Tuttavia è indispensabile anche avere una conoscenza spirituale. Il benessere spirituale che deriva dalla danza è una conseguenza di quello fisico e viceversa.
Bertagnoli Sara

La danza non è solo un movimento, ma è il movimento che ti fa relazionare con il mondo e con te stesso.
Catellani Uma

Nell’epoca in cui viviamo sembra che l’equilibrio tra anima e corpo descritto dai filosofi sia stato definitivamente accantonato: il corpo é sempre più esaltato e chiamato ad allinearsi a standard estetici sempre più esigenti, mentre non sembra esserci più posto per l’anima e per lo spirito.
Io credo invece che sia un errore trascurare la parte più vera e spirituale che c’é in noi, credo che oltre alla “scocca” esterna ci sia un motore, un cuore, che ci rende unici. Ognuno di noi é se stesso per questa unione irripetibile di corpo e spirito, spirito che ci mette in relazione agli altri e alla natura in cui viviamo.
Casali Sara

Il corpo umano per Cartesio è un’estensione, una “macchina”, anche se più complessa delle altre. Secondo Cartesio il corpo soggiace alle stesse leggi meccaniche della natura, ma allo stesso tempo, le peculiarità del linguaggio e del comportamento umani non sono spiegabili senza introdurre un’entità immateriale: l’anima.
Fontana Elia

Il corpo è sì la custodia dell’anima, ma senza questa sarebbe solo un contenitore vuoto e privo di esperienze. Il benessere è la congiunzione perfetta, in quanto l’uomo può considerarsi realizzato quando sia corpo e anima sono in sintonia, sia tra di loro sia con elementi esterni.
Marco Moratti

“Il vero problema sorge quando il corpo non comunica più con lo spirito, costringendo questo ad una ribellione. Questo è il maggior conflitto che ha l’uomo, quello con se stesso, che non deriva da altro se non da una mancanza di interesse verso se stessi, verso una pigrizia sul volersi esplorare e conoscere. Questo l’arte insegna, nelle sue più varie forme, a capire cosa l’anima vuole esprimere attraverso i mezzi che il corpo ha.”
Emma Paltrinieri

La danza è, come afferma Paul Klee, l’arte non è dare una forma al visibile, ma è dare una forma all’invisibile.
Giorgia Debbia

“La danza e la filosofia sembrano essere due cose diverse eppure hanno così tanto in comune.
La danza  contemporanea non serve più come metafora del pensiero, ma si presenta come un pensiero sensuale e intellettuale in un corpo.”
Uma Catellani

Sono convinto che anima e corpo debbano essere considerate come insieme unico. Il corpo è sì la custodia dell’anima, ma senza questa sarebbe solo un contenitore vuoto e privo di esperienze. Il benessere è la congiunzione perfetta, in quanto l’uomo può considerarsi realizzato quando sia corpo e anima sono in sintonia, sia tra di loro sia con elementi esterni.
Marco Moratti

La mente e il corpo non possono relazionarsi l’ un l’ altro con i loro opposti quindi una mente può entrare in contatto con un’ altra mente e non un altro corpo. Viene spontaneo chidersi se siamo principalmente mente o corpo.
Verrebbe da dire che siamo principalmente corpo, data l’ enorme quantità di valore che ne attribuiamo al riguardo, essendo la nostra parte più spoglia e fenomenologica, il nostro corpo è il primo fattore di impatto verso le relazioni esterne, dal momento che il nostro spirito, di natura noumenica, non viene mostrato a prima vista e  quindi è privo di una qualsiasi funzione estetica. la concezione che abbiamo di corpo è molto relativa a seconda dei canoni di bellezza differenti per ciascuno di noi, e nel corso degli anni abbiamo inventato dei requisiti estetici e fisici nati dall’esigenza di scarnificare la nostra corporeità in modo da sfruttarla per creare vere e proprie simbologie al riguardo, conseguenti al nostro costante principio istintivo di identificare tramite immagini universalmente valide in un preciso contesto. Un esempio molto chiaro è appunto la moda, la quale nasce appunto per soddisfare tale esigenza di identificazione a primo impatto, il vestirsi, appunto, è in grado di conferire significati diversi al nostro fisico per poi essere riconosciuti tramite stereotipi e luoghi comuni validi per la maggior parte della popolazione, e di conseguenza è una modifica anche per il nostro carattere a prima vista e quindi il nostro spirito.
Emiliano Torri

Questo é il maggior conflitto che ha l’uomo, quello con se stesso, che non deriva da altro se non da una mancanza di interesse verso se stessi, verso una pigrizia sul volersi esplorare e conoscere.
Paltrinieri Emma

Il nostro corpo è la fonte d’arte più bella che muta inconsapevolmente, che si nutre di esperienza e di ciò che ci circonda, è il nostro tempio, la tela bianca di un pittore.
Marika Fusco


Relazione finale dell’evento
Defilé della danza
curatrice Elena Rolla

Classe 4C
Testo di
Francesca Balestrieri e Erika Moccia
vai alla pagina di documentazione


 

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Servo-Padrone

Hegel il rapporto servo-padrone

Approfondimento attraverso la visione del Film DJANGO di Tarantino
Visione del film nelle classi quarte (periodo Maggio)

1

vai al Trailer

Link a siti e materiali utili:

1 – servo-padrone
2- articolo: DJANGO, STEPHEN E GLI STEREOTIPI SUGLI AFROAMERICANI
3-testo del Liceo Galvani

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Soggiorno a Palermo

SOGGIORNO D’ISTRUZIONE  A PALERMO
CLASSE 5E – Liceo Artistico G. Chierici
 di Reggio Emilia
Periodo dal 9 al 13 aprile 2019
Docenti
prof. Francesco Costabile – prof.ssa M. Pranzitelli – prof.ssa Pamela Scolari


Presentazione tra arte e storia – prof.ssa Pamela Scolari

1 giorno – 9 Aprile
  • Quattro Canti

 

Cattedrale

 

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

 

Fontana Pretoria

 

Chiesa di Santa Caterina (Tappa gastronomica agli annessi Chiostri)

 

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Visita al Museo di Palazzo Abatellis link 

 

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2 Giorno – 10 Aprile
  • Visita al mercato del capo
  • Visita al Teatro Massimo

 

Pranzo al ristorante tipico: Rosa Nero. 

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  • Mondello

 

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3 giorno – 11 Aprile
  • Visita alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio detta della Martorana

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  • Ore 10 mostra Ferdinando Scianna presso Galleria d’Arte Moderna

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Visita alle collezioni della Galleria d’arte moderna

 

Visita al mercato storico di Ballarò e pranzo

 

Visita alla Chiesa del Gesù detta Casa Professa

  • Mostra di Giuseppe Veneziano presso Palazzo Riso
  • Visita al Duomo di Monreale
  • E’ una delle chiese più belle di tutta la Sicilia, un capolavoro d’arte bizantina assolutamente da non perdere, con i suoi finissimi mosaici famosi in tutto il mondo e più di 1800 kg di oro zecchino utilizzati per raccontare la storia del Cristianesimo. Dal luglio 2015 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, insieme al circuito Palermo arabo-normanna.
    (Alcune informazioni a cura della Prof. Scolari)
    http://www.monrealeduomo.it/

 

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Visita al palazzo Steri – prigione dell’inquisizione

 

Opera di Guttuso ‘Vucciria’ vita e opere di Guttuso https://youtu.be/IRt599m3k8Q

 

Il quartiere la Kalsa, Lo Spasimo, il quartiere Vucciria.

 

4 giorno12 APRILE
  • Palazzo della Zisa (link )

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Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo  link

La mostra “Pyongyang Rhapsody | The Summit of Love”, curata da Laura Francesca di Trapani, ricade tra le manifestazioni di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 ed è promossa dal Comune di Palermo – è organizzata dalla Fondazione Jobs. link

 

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Visita al  Centro Internazionale di Fotografia (link ad un articolo) – Mostra di Franco Zecchin

Incontro con Letizia Battaglia 

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5 Giorno – 13 APRILE
  • Visita a Cinisi: incontro presso la casa della memoria di Peppino Impastato.
    ARTICOLO per approfondire: link

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Passeggiata sul litorale di Terrasini

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Visita alla Chiesa di San Cataldo

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  • Visita al campanile panoramico della chiesa del Santissimo Sacramento

 

Altri possibili itinerari

  • Orto botanico link
  • Museo Archeologico link
  • Chiesa di San Giovanni link
  • La Cuba link
  • Il Caravaggio Rubato presso l’oratorio di San Lorenzo link
  • Catacombe  dei Cappuccini link
  • Palazzina cinese link

Esempi di Percorsi Interdisciplinari degli student* di 5E

1 – Il dolore

2 – Il totalitarismo

3 – LA DONNA 

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Soggiorno a Vienna

Classi 4 E e 4 C a.s. 2018/19
SOGGIORNO A VIENNA Dall’11/03 al 14/03

Docenti: Anna Lombardini – Laura Panizzi – Alessandra Lanzarotti – Mariarosaria Pranzitelli

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Letture Hopper

LETTURA DI LIBRI CONSIGLIATI
In preparazione allo visione dello spettacolo Gershwin Suite su HOPPER

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Progetto Défilé della danza

Curatrice dell’evento Elena Rolla

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5 D 2018/19 – Indizi sul corpo

Appunti e interpretazioni da “ 58 indizi sul corpo” di Jean-Luc Nancy
Studenti di 5D
( Jean-Luc Nancy, Cinquantotto indizi sul corpo, in  Indizi sul corpo, ed. Ananke, Torino 2009)
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Sintesi classi quinte

Materiali di sintesi del programma svolto, realizzato dalle studentesse e studenti delle classi quinte

Vivaldini – Studentessa 5C a.s. 2018/19 

FEUERBACH
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