Biografia e bibliografia di Jean Luc Nancy

Settembre 2018

Festival della filosofia di Modena 2018

Jean-Luc Nancy è considerato uno dei filosofi francesi più originali della generazione successiva a quella di Deleuze, Foucault, Derrida e Lyotard.

Nasce a Caudéran (Gironde) nel 1940, compie gli studi di filosofia a Parigi e ottiene il dottorato di ricerca con P. Ricoeur, diplomandosi con una tesi finale su I. Kant.

Nel 1968 diventa assistente di filosofia all’Università di Strasburgo, dove insegna sino al 2004 e dove pure gli viene conferito il titolo di Professore emerito nel 2011; è stato anche professore di filosofia all’Università di California (San Diego) e visiting professor nelle Università di Berkeley, Irvine  e Berlino.

A Strasburgo stringe una profonda amicizia con il filosofo Philippe Lacoue-Labarthe, con il quale tiene diversi corsi universitari, seguitissimi dagli studenti, e pubblica alcuni libri (Il titolo della lettera, L’absolu Litteraire e Il mito nazi). Con l’amico filosofo dà vita, insieme alle rispettive famiglie, ad una comune, che lo stesso Nancy definisce una sorta di “chiasmo sessuale”.

Nei primi anni ’80, insieme a Philippe Lacoue-Labarthe, J. Ranciere, C. Lefort ed altri, promuove il “Centre de recherches philosophiques sur la le politique” de la rue de l’Ulm, di cui vengono pubblicate due raccolte: “Rejouer le politique” e “Le retrait du politique”.

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Percorsi interdisciplinari a.s. 2018/19

Progetto INDIZI SUL CORPO

Proposte di percorsi interdisciplinari 2018/19

Il progetto, come ogni anno, propone per le classi del triennio alcune attività che possono favorire la riflessione e l’approfondimento delle tematiche legate al rapporto Corpo e Mente.

1- La mostra di Marina Abramovic a Palazzo Strozzi Firenze – link al sito ufficiale –
link alla pagina di documentazione della visita dei docenti in preparazione 

5E prof.ssa Laura Panizzi – prof.ssa M. Pranzitelli

5D prof. Francesco Costabile – prof.ssa Mignani Chiara


2 -Teatro Cavallerizza Martedì 30 aprile 2019 ore 11.30 – Gershwin Suite –
link alla scheda 

Screenshot 2018-11-13 at 22.06.22.pngConcept Michele Merola e Cristina Spelti
Coreografia Michele Merola
Musica George Gershwin, Stefano Corrias
Disegno luci e ideazione scenografie Cristina Spelti
Laboratori introduttivi a cura di Cinzia Beneventi
Spettacolo preceduto da laboratorio a scuola. Ogni laboratorio sarà concordato preventivamente con le insegnanti anche per quel che riguarda la durata e verrà realizzato a scuola in un ambiente adatto all’attività.

I percorsi interdisciplinari prevedono il coinvolgimento delle seguenti discipline:

3D Filosofia – progettazione design del gioiello (prof. Montanari e prof. Mattioli)

3E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile – Inglese (prof.ssa Francesca Melli) – Italiano (prof.ssa Sara Bonilauri)

4G Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile (Dalla pittura al grande schermo. I quadri di Edward Hopper protagonisti di un film)

4E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Sonia Lasagni) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile

4C Filosofia (prof.ssa M. Pranzitelli) – Storia (prof. Gigi Pascarella propone la lettura dei racconti di Carver e la visione del film di Altman America now  link alla scheda)

5D storia dell’arte (prof.ssa Rita Tedeschi)

5E Filosofia – storia dell’arte (prof.ssa Mignani Chiara) – progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile Dalla pittura al grande schermo. I quadri di Edward Hopper protagonisti di un film)

I contatti per la realizzazione dei laboratori e l’organizzazione degli spazi saranno gestiti dalla prof.ssa Anna Lombardini


3 – Laboratori di fotografia e di schizzi dal vero in collaborazione con
LA FONDERIA39  
(La Fonderia è la sede della Fondazione Nazionale della Danza Compagnia Aterballetto)  referente per la comunicazione e la didattica  dott. Raffaele Filace 

4E progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile)

4G progettazione multimediale (prof. Francesco Costabile)

4D Progettazione della figurazione (prof.ssa Lombardo Savina, prof.ssa Pasini Federica)

4 – Proposte di spettacoli serali dei Teatri di Reggio Emilia in linea con gli obbiettivi del progetto;

  • 23 studenti  hanno aderito alla visione serale dello spettacolo: Bach Project” in scena venerdì 19 ottobre al Valli per il Festival Aperto presenta Aterballetto alle prese con due coreografi e la musica del grande Kantor: l’uno, Jiři Kylián, oramai avvolto dalla leggenda, l’altro, Diego Tortelli, un’autentica giovane promessa.  link ad un articolo
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DENTRO FUORI

“Corps et Imaginaire” Séminaire n°2 –
Roland Huesca avec Jean Luc Nancy

Estratti di un’ expeausè
Trascrizione di Ezster Horvath

Traduzione in italiano di Roberto Fantuzzi

In un certo qual modo la conferenza potrebbe limitarsi a questo:

Dentro? Fuori? Ecco due immagini: si potrebbe domandare a tutti, qual è il dentro? Qual è il fuori?

Avete già capito che si potrebbe dire allo stesso tempo “questo è il dentro, questo è il fuori”, così come si potrebbe dire esattamente il contrario.

Tuttavia, è evidente che in questa Leda di Leonardo da Vinci ci sono più “dentro” di quanti ve ne siano nella, bisogna pur dirlo, molto bella e molto dettagliata radiografia, che mostra non solamente lo scheletro, ma anche i muscoli e i dettagli del corpo, al punto che si ha ancora di più l’impressione di essere dentro.  Ma ciò che rende maggiormente il dentro, l’interiorità, se volete l’anima, la vita, nel disegno di Da Vinci, che ne rende molto di più, incommensurabilmente di più, non è solamente il fatto che è visto dall’esterno, ma che è visto da un artista.

In effetti, ci si può domandare dove, quando e come un corpo è quello che è, cioè a dire, propriamente, il fuori di un dentro – perché è questo che ci aspettiamo da un corpo: che sia un fuori di un dentro, che traduca, esprima ed esponga il dentro.

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Immagine mondo

“Se l’immagine e non la verità fosse la porta stretta attraverso la quale l’uomo accede all’Aperto? E se la vera differenza ontologica dell’uomo non consistesse né nel suo essere razionale né nella sua capacità di parola, ma nel suo essere welbildend, l’immaginatore di mondi? …Se l’articolazione del pensiero fosse solo l’apertura di un contraccolpo dell’apertura dell’immagine?”

“…Quel che manca, oggi, non è una modalità di previsione ancora più complessa, capace di prevedere qualunque scenario possibile; quel che ci manca è la capacità di accettare che il mondo sia non solo il luogo del possibile e di tutti i possibili ma anche il luogo dell’impossibile, dell’immagine imprevista. Il mondo non è il creato, secondo causa ed effetto, ma il creatore infinito di immagini.”
p.28 e p43 –L’insieme vuoto di Federico Ferrari

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Adorazione

“Se ci venisse obbiettato che uno scarto si produce pur sempre “in” qualcosa, risponderemmo che in effetti nihil e qualcosa – la cosa indifferenziata, il “vuoto” di cui parlano i fisici, il dato primordiale, subatomico o, se si vuole, la materia – sono identici. Nihil sarebbe in qualche modo lo scarto, la tensione dello scarto, la sua pulsazione o pulsione. Da questo punto di vista non c’è differenza tra una teologia correttamente intesa della creazione e l’affermazione della permanenza intemporale di una materia – o energia – sempre già data, sempre già là. In ogni istante del tempo questo là è là, aperto in ex.

Questo mondo non è un  “mondo possibile”, perché nessuna proiezione di possibile l’ha preceduto: niente, in seno al nulla, disegna piani o ipotesi di specie e di mondi. Il mondo è piuttosto l’improbabile rottura, la separazione del giorno e della notte, della terra e delle acque, di questa molecola e di quest’altra, di questa e quell’esistenza. Ex nihilo è ogni configurazione di cristallo, ogni circonvoluzione di sistema nervoso, ogni ritmo fisiologico, ogni combinazione di pensiero, di macchina, di sistema computerizzato o di composizione musicale.

L’apertura è tanto arrischiata, avventurosa quanto fortuita, tanto pericolosa quanto preziosa.
E’ ad essa che si rivolge l’adorazione. L’adorazione consiste nell’attenersi al niente – né ragione, né origine – dell’apertura. ”

J.L. Nancy, L’adorazione, p.25-26

“Dal cristallo alla logica, ci sono ordine e organizzazione di cui nessun disegno rende conto ma che la sua tensione – cristallina, organica, vivente, pensante – protende alla nostra attenzione: non per risolverla, ma per incontrarla, per provarla. E’ quello che chiamiamo “pensare”.
O “adorare”. Ossia mantenersi nel rapporto con quel niente di ragione e fine, di sostanza e soggetto, di garanzia e compimento.”

J.L. Nancy, L’adorazione, p. 28

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Filosofo e mondo

“E’ probabilmente questo ciò di cui il filosofo gode: del suo proprio venir meno nella sua volontà di mostrare la verità senza artificio, o di essere abile oltre ogni abilità. Per un tale oltre, egli non ha che la santità del silenzio o l’ebrezza del concetto. Tra queste due possibilità il filosofo vacilla e barcolla ma è qui che ha luogo il suo impegno.
Se dico che il filosofo gode, è per unire sotto questa parola la scossa che egli prova a essere spinto fuori da sé senza ritorno e il giubilio nel quale ciò lo fa immergere. Non c’è oggetto del sapere assoluto, ma un soggetto colto nella vertigine di non essere identico a sé se stesso.”
Il ventriloquo, Sofista e filosofo, J.L.Nancy 2003

“La vita nel mondo fuori del mondo” è tanto poco una formula “cristiana” che essa ha il suo luogo in quella frase già citata di Wittgenstein: “Il senso del mondo è fuori del mondo”. Wittgenstein non fa appello a nessuna rappresentazione concezione di un altro mondo”: chiede che il fuori sia pensato e afferrato nel bel mezzo del mondo.”
L’adorazione, J.L. Nancy, 2010

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Firenze

Visita alla Restrospettiva di Marina Abramovic THE CLEANER per docenti di scuola superiore: Liceo artistico G. Chierici (prof.sse Bigi Lorenza – Fabbris Linda – Lombardo Savina – Pranzitelli Mariarosaria – Quaini Sonia – Scolari Pamela – Vallese Marina)

Link alla pagina ufficiale

L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunisce oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

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Visita al complesso di Santa Maria Novella  Continua a leggere

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Biennale di Venezia 2018

Yvonne Farrell e Shelley McNamara sono le curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura, che si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto è

Freespace

Link al sito ufficiale

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Indizi sul corpo

CORPO E PENSIERO  
di Mariarosaria Pranzitelli e Francesco Costabile

In questo percorso progettuale abbiamo cercato di far incontrare la danza e la fotografia attraverso uno sguardo filosofico. La danza è stata l’occasione per individuare, grazie alla riflessione legata alla fotografia e alla sua particolare tecnica, il fatto che noi “siamo” e non abbiamo un corpo, come la tradizione maggiore del pensiero occidentale non soltanto ci lascia intendere, ma ci spinge e costringe a pensare.
Durante alcune letture affrontate in classe sulla riflessione della tradizione filosofica da Spinoza a Cartesio, da Nancy a Deleuze, abbiamo raccolto indizi e visioni della specificità del rapporto mente – corpo che attraversa le varie scienze (vedi neuroni specchio e neuroscienze).
La danza è una delle tante “ri-velazioni” del corpo e, come in ogni ri-velazione, possiamo e dobbiamo avvertire nel suo movimento che qualcosa è messo a nudo e contemporaneamente velato di nuovo. Il velo che viene tolto al corpo è anche, paradossalmente, quello che nuovamente lo nasconde.
Ciò dipende dal fatto che “noi non sappiamo che cosa può un corpo” (Spinoza) e non lo possiamo sapere perché la sua singolarità plurale resiste e insiste in maniera sorprendente proprio nel gesto della danza.

Proprio il corpo costringe la filosofia a quel che è: un non-sapere. Pensare il corpo è un esercizio filosofico quasi indispensabile perché la vita non venga esclusa o aggirata dalla filosofia.
E’ per questo che il pensiero quando pensa il corpo non si rivolge solo all’anatomia, ma anche alla letteratura, alla poesia e ovviamente alla danza. Ecco, la danza es-pone forse meglio ciò che, per dirla con Nancy, ogni pensiero è: un corpo.

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Studi

1984
Diploma di maturità dell’Istituto Magistrale Matilde di Canossa
Di Reggio Emilia
Data: 31 luglio 1984
Votazione: cinquantotto /sessantesimi

1988
Diploma di Specializzazione Polivalente
Presso l’Istituto Regionale “G.Garibaldi “ pei Ciechi di Reggio Emilia
Data 11 Giugno 1988
Tesi: “L’utilizzo del computer come ausilio e come sussidio didattico per alunni con handicap”
Votazione: trenta/trentesimi cum laude

1994
IMG_4371Laurea in Pedagogia
Università degli studi di Parma
Data: 24 Marzo 1994
Tesi: “Il luogo etico in Wittgenstein
Votazione 110 e lode. 

Abilitazione: A018 – Filosofia e Scienze umane

 

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