Adotta una conferenza

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L’attività sarà organizzata in gruppi di progetto e prevede la scelta di una conferenza del festival e un approfondimento attraverso letture sul tema scelto.

Gli studenti dovranno recarsi autonomamente ad ascoltare la conferenza e attraverso una documentazione precisa e approfondita dovranno esporre all’intera classe una sintesi della conferenza.

Utilizzerò WESCHOOL(classe virtuale) per seguire i lavori in corso e per aiutare i vari gruppi allo svolgimento dell’attività.

DAL SITO DEL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA DI MODENA:

Dal 15 al 17 settembre 2017 festivalfilosofia sulle arti

L’edizione 2017 del festival, in programma dal 15 al 17 settembre, sarà dedicata alle arti e ne esplorerà la radice comune con le tecniche, che si manifesta negli oggetti “fatti ad arte”, con la maestria che accomuna artisti e artigiani in tutti i campi del produrre, anche quelli ad alta tecnologia. Si indagherà il carattere artificiale non solo delle opere, ma della stessa umanità nell’epoca in cui le biotecnologie permettono la manipolazione e riproduzione della vita. E si punterà a guardare dentro le officine e gli atelier, per far emergere i procedimenti e le forme della creazione artistica contemporanea.
http://www.festivalfilosofia.it/2017

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IL FUOCO

PROGETTO   Indizi sul corpo
“ IL FUOCO “
prof.ssa Vincenza Ferrari
docente di chimica del Liceo artistico G. Chierici di Reggio Emilia
(Ispirato dalla visione delle prove aperte di danza contemporanea:  And It Burns, burns, burns – Progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio – Ideazione e Coreografia  Simona Bertozzi)

Parte scientifica

L’intero pensiero dell’uomo ed il suo stato psico-fisico sono influenzati dall’assetto, in equilibrio o squilibrio, dei neurotrasmettitori cerebrali.
Sono sostanze chimiche naturalmente e continuamente prodotte dall’organismo e sempre presenti nel corpo, ma è il loro reciproco rapporto quantitativo che determina gli stati di benessere o malessere, la propensione alla pacatezza o all’ira, che favorisce la predisposizione all’apertura verso gli altri o al disinteresse verso certe persone.

Si chiamano dopamina, istamina, serotonina, adrenalina, noradrenalina, acido gamma amino butirrico…

Anche la creatività in tutte le sue forme, l’ingegno, l’inventiva e l’ispirazione possono essere in parte spiegati da particolari e reciproche concentrazioni di queste sostanze nell’organismo in un determinato periodo della sua vita.
Si arriva a dimostrare in un certo senso con la chimica il modo di essere dell’uomo e dei suoi sentimenti, anche l’innamoramento, che sarebbe più facile se in quel momento della sua vita l’individuo ha una prevalenza di alcuni neurotrasmettitori piuttosto che di altri.
L’uomo cosa può fare di fronte a questa realtà spiegata oggi in modo così razionale e scientifico?
Ciò che siamo nei comportamenti, nei pensieri ed in tutte le nostre azioni è veramente ineluttabile?

Tre sono i fattori determinanti.

La genetica dei singoli non la possiamo cambiare: ci è solo data in eredità. L’alimentazione è il fattore sul quale possiamo fare maggiormente leva, considerando che nei cibi ci sono i precursori di queste sostanze. Il terzo fattore è rappresentato dagli accadimenti quotidiani e dalle reciproche interazioni tra noi, gli altri ed il mondo che ci circonda.
Solo in parte qui noi possiamo intervenire, con le nostre scelte e con il diverso modo di affrontare le varie situazioni che ci si presentano.
Non possiamo quindi giustificarci dichiarando una impossibilità totale ad intervenire sul complesso del nostro “io”.
Quando siamo “fuoco”, nell’ira, nella creatività, nella passione e nell’amore verso qualcuno o qualcosa, in parte ciò è dovuto alla nostra chimica ed in parte siamo noi stessi ad aver prodotto quello stato.
Così possiamo dire che nell’uomo si integrano razionale ed irrazionale, chimica e filosofia, scienze ed umanesimo.
Aveva probabilmente solo la metà della ragione chi diceva: “ siamo quel che mangiamo”, ma ne aveva quasi totalmente chi diceva che  “ il cuore ha ragioni  (sentimento, irrazionale, fuoco ) che la ragione ( scienza, chimica, razionale ) non conosce “.

Prof.ssa Vincenza Ferrari


1)Pelullogrande.jpgStudente: Davide Pelullo

“Io stavo seduto intento a scrivere il mio trattato, ma il lavoro non progrediva; i miei pensieri erano altrove. Girai la mia sedia verso il fuoco e mi assopii. Di nuovo gli atomi si misero a saltellare davanti i miei occhi, ma stavolta i gruppi più piccoli si mantenevano nello sfondo. L’occhio della mia mente, reso più acuto dalle ripetute visioni di questo genere, ora poteva distinguere figure più grandi, di diverse fogge, disposte in lunghe file in qualche punto assai vicine le une alle altre, tutte che giravano e si attorcigliavano come un groviglio di serpenti in movimento. Ecco che a un tratto uno dei serpenti, afferrata la sua stessa coda, roteava ironicamente davanti ai miei occhi. Come per un lampo di luce mi svegliai,… spesi il resto della notte ad elaborare le conseguenza dell’ipotesi. Signori impariamo a sognare ed allora forse intuiremo la verità.”

Friedrich August Kekulé von Stradonitz (1829 – 1896), chimico tedesco.


I FUOCHI FATUI 

studentesse: Davoli Valeria, Chiara Bertelli  

2.jpgI fuochi fatui sono deboli luci fluttuanti, simili a fiammelle, solitamente di colore blu ma in alcuni casi anche di colore verde, giallo o rosso. Esse sono visibili solo di notte, a livello del terreno, presso paludi acquitrini o cimiteri. Il fatto che siano visibili soltanto di notte, non è perché compaiano solo in questo  periodo del giorno, ma perché è impossibile vederli in presenza di altre fonti di luce.
L’origine del fenomeno è un mistero, ma tra le varie ipotesi spicca quella dell’ossidazione del metano e del fosfato, dovuta alla decomposizione di resti organici (carbonio).
Quando i gas risalgono dal terreno e si immettono nell’atmosfera, il metano si mescola con le fosfine generando una luce blu. Questo succedeva quando i cadaveri non venivano sigillati nelle bare. A causa delle testimonianze che dicono che in realtà i fuochi fatui sono “freddi”, non è possibili collegarli al metano.
Provando a riprodurre il fenomeno il laboratorio, è stata ottenuta la chemiluminescenza, in questo caso la reazione chimica rilasciata non è  calore, ma soltanto luce visibile. In natura questo fenomeno ha il nome di bioluminescenza e riguarda  animali e vegetali, come le lucciole. Essi sono la causa della nascita di moltissimi miti.   Nell’antichità venivano considerate la prova dell’esistenza  dell’anima, o in alcune popolazioni nordiche vi era la credenza  che seguendoli si scoprisse cosa avrebbe serbato loro il destino. Si credeva anche che fossero manifestazioni delle anime dei defunti, di anime vaganti o bambini morti prematuramente, senza aver potuto ricevere il battesimo, oppure spiriti malvagi che sviassero i passanti in luoghi come paludi. Esse però venivano considerate anche come anime pure e protettrici delle persone.

In alcuni casi vi sono state persone che, alla vista di queste fiamme, si sono spaventati fino alla morte. Oramai i fuochi fatui sono diventati oggetto di studi da almeno 200 anni.
In inglese i termini per indicare questo fenomeno sono “ Will o’ Wisp” oppure “ Jack o’ Lantern”, il primo arriva dalla Gran Bretagna, il secondo è irlandese.


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Studente: Gibertoni.
Presentazione link al pdf

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Studentesse: Tosi e Leoncini Presentazione vai al link

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Studentessa: Francesca Saccardi Link alla presentazione Presentazione pdf

 

 

 

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Studentessa:  Carmela Irrissuto Relazione

 

 

 

crotti e sandrin

 

Relazione di  Crotti, Sandrin

 

 

 

 

 

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Relazione di Stanislav Aristov

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Antropomorfizzazione

All’interno del Progetto Indizi sul corpo la prof.ssa Savina Lombardo ha relizzato questo studio con i suoi studenti.

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Indizi sul corpo

13 Maggio 2017
Fonderia39 – Aterballetto (fondazione nazionale della danza)

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“Il nostro corpo è innanzitutto una serie di percezioni in atto”
“Non esistono corpi in assoluto: nel flusso intracorporeo (nel corpo vivente), tutto prende forma come percezione e attraverso di essa, non prima e non dopo. Il vivente è in ciò che percepisce. Quanto chiamiamo sogno è la forma più incandescente di questo flusso.”
E. Coccia

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Mostra degli schizzi degli studenti del Liceo Artistico Gaetano Chierici Classi 4D e 4F

“….e che non ci resti che il corpus dell’ anatomia, della biologia o della meccanica. Ma perfino questo, anzi proprio questo vuol dire: qui, il mondo dei corpi, la mondialità del corpo, e là, discorso interrotto, l’incorporeo, il senso di cui non si possono più decifrare l’ orientamento, l’entrata e l’ uscita. Questa è ormai la condizione del senso: senza entrata nè uscita, lo spaziamento, i corpi. Di ciò che non si può dire, è bene non smettere di parlare. Non si deve smettere di spingere la parola, la lingua e il discorso contro questo corpo dal contatto incerto, intermittente, che si sottrae continuamente e che tuttavia insiste.”
(Jean Luc Nancy, Corpus, p.51)

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Un po’ di storia del progetto: vai alla pagina durante gli esercizi di schizzi in movimento e della prima visita in Fonderia39

 

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IMI – GLI SCHIAVI DI HITLER

Le classi 4D e 4E  del Liceo artistico Chierici

docenti: Linda Fabris – Savina Lombardo – Lucilla Sinibaldi – M. Pranzitelli
hanno partecipato al

Seminario di studi

IMI-GLI SCHIAVI DI HITLER 

10 MAGGIO 2017 ore 9,30-13,00
AULA MAGNA LICEO LAURA BASSI
Via Sant’Isaia, 35 BOLOGNA

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  • apertura  dei  lavori: Luca  Alessandrini -istituto  per  la storia  e le Memorie del novecento -Parri E.R.
  • proiezione del filmato  sugli  IMI prodotto  per  Rai Storia
  • intervento  di Alberto  Marchetti – Casa della memoria- BRESCIA e -Presentazione del libro “Guida ad hammerstein” di F. Quattrocchi  
  • proiezione del video
  • dibattito  e conclusioni: Lorena Mussini -istituto per la storia  e le Memorie del novecento -Parri E.R.  e  Giulia Casarini- Comune di Monte San Pietro

Hanno partecipato: Istituti Superiori Laura Bassi-Bologna, Gaetano Chierici -Reggio Emilia e Rosa Luxemburg- Bologna 

Nota
L’ISTITUTO PER LA STORIA E LE MEMORIE DEL NOVECENTO PARRI E.R. è Ente accreditato per la formazione in quanto in rete con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (INSMLI) che ha ottenuto il riconoscimento di Agenzia Formativa,con DM 25.05.2001, prot.n.802 del 19.06.2001, rinnovato con Decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n.872 ed è incluso nell’Elenco degli Enti accreditati
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5B Progetto Interdisciplinare

La differenza di partire da sé
classe 5B a.s. 2016/17

Visione del film: Vogliamo anche le rose, della regista Alina Marazzi, 2007 (alcune scene tratte dal film)


Il film analizza la nascita e gli sviluppi del movimento femminista nell’Italia degli anni ’70, attraverso i diari e le vicende intime di tre donne cresciute in ambienti sociali e culturali diversi fra loro. La narrazione, realizzata attraverso tre voci narranti che rappresentano le scrittrici dei diari, è inframezzata da riprese e interviste che mostrano lo sviluppo di una nuova coscienza in quegli anni: i cortei, il dibattito sull’aborto, il divorzio, i rapporti di coppia, il lavoro della donna, la sessualità femminile vissuta in maniera totalmente nuova, le riunioni femministe. La pellicola mette anche in risalto come il modello stesso della donna sia cambiato nel corso degli anni.”

Filosofia della differenza vede come relatrice  Monia Andreani, docente presso l’Università degli Studi di Urbino e presso l’Università per Stranieri di Perugia.

IL SECONDO SESSO

BIBLIOGRAFIA (citata durante la video-lezione)

  • A più voci: filosofia dell’espressione vocale, di Adriana Cavarero
  • Coltivare la differenza. La socializzazione di genere e il contesto multiculturale, di Monia Andreani, Alessandra Vincenti.
  • Differenza e relazione. L’ontologia dell’umano nel pensiero di Judith Butler e Adriana Cavarero
  • Diotima. Il pensiero della differenza sessuale, AA.VV.
  • Fare e disfare il genere, di Judith Butler
  • ll secondo sesso, di Simone de Beauvoir
  • Non credere di avere dei diritti, Libreria delle donne di Milano (a cura di)
  • Nonostante Platone: figure femminili nella filosofia antica, di Adriana Cavarero
  • Questo sesso che non è un sesso, di Luce Irigaray
  • Sputiamo su Hegel, di Carla Lonzi

SCHEDA VIDEO

Autore: Monia Andreani
Titolo: Ep5 Filosofia della differenza
Data Pubblicazione: 09/03/2016
Durata: 33:26

LINK UTILI

https://www.youtube.com/channel/UCrdFxzB1akg8J8URp9WQvvw

GRUPPI DI STUDIO 

gruppi

Libro:     Il Secondo Sesso             
Autore:    Simon De Beauvoir

Libro:        La banalità del male
Autore:     Hannah Arendt
Libro: La sapienza di partire da sè.
Autore: Adriana Cavarero

LEZIONE SULLA LEGISLAZIONE sulle donne

Legislazione Donna (PPT)

Prof. ssa Mariella Pimpini e prof. Rota



Pagina per approfondire: J. P. Sartre e Simone de Beauvoir

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Rassegna stampa

La danza del pensiero

Pubblicato sul giornale LaVoce il 28 aprile 2017 – autore dell’articolo lo studente Roberto Ronzoni del Liceo Artistico Chierici del gruppo di redazione della scuola coordinato dalla prof.ssa Caliumi.

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Il postumano

Remo Bodei Il problema del limite.
La scienza e il postumano

Venerdì 3 marzo 2017
Scuola di cultura politica 2016-2017
CAPIRE ED AGIRE NELLA GRANDE TRASFORMAZIONE
Parte seconda: L’ITALIA ALLA PROVA
6° modulo: Le nuove frontiere della scienza e della tecnica
Remo Bodei – “Il problema del limite. La scienza e il postumano”

fonte: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano

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Riflessioni sulla globalizzazione

Massimo Cacciari: Geofilosofia.
Riflessioni sulla globalizzazione

Venerdì 3 Febbraio 2017
Lectio magitralis in apertura del corso
FILOSOFIE DEL CINEMA – GEOFILOSOFIA DEL CINEMA

fonte: Casa della Cultura Via Borgogna 3 Milano

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La banalità del male

di Hannah Arendt

Relazione della  prof.ssa Ilaria Possenti


per approfondire:

E’ in questo senso che nelle pagine di Se questo è un uomo
Primo Levi ringrazia Lorenzo, operaio civile ad Auschwitz: Lorenzo è infatti colui che ha continuato a guardare il prigioniero del campo come si guarda una persona, e non una cosa, permettendo all’altro di riconoscere, riflesso in quello sguardo, il proprio volto.

Ilaria Possenti, L’apolide e il paria. L’individuo senza polis, Paper, 2002

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