Nietzsche

Nietzsche raccontato dal filosofo Carlo Sini

Pubblicato in 2017/18, Classi quinte, News | Contrassegnato , | Lascia un commento

Karman

Karman di Giorgio Agambendi Giorgio Agamben

Azione e colpa sono concetti-soglia, a tal punto fondativi del pensiero giuridico, morale e politico dell’Occidente da rimanere oscurati dalla loro stessa costitutività. Il carattere liminare di entrambi viene però in luce non appena si rifletta sulla corrispondenza stringente tra il latino crimen, che designa l’azione umana in quanto imputabile e sanzionata, ossia chiamata in causa nell’ordine della responsabilità e del diritto, e il sanscrito karman, che contrassegna l’agire generatore di conseguenze. Con mossa disvelatrice, Giorgio Agamben individua nel karman/crimen la chiave di volta indoeuropea senza la quale crollerebbero sia l’edificio dell’etica e della politica occidentali sia il soggetto libero e responsabile che ne è il presupposto e l’effetto. Questa archeologia pragmatica, più che gnoseologica, della soggettività, rende evidente quanto la presa dell’azione sanzionata sull’agente si rinsaldi sempre più proprio nel momento in cui – con la patristica – la nozione di libero arbitrio intende assicurare la sovranità della volontà, spodestando il primato aristotelico della potenza. Secondo Agamben, non si riuscirà a inceppare il dispositivo volontà-azione-imputazione se non si uscirà dal paradigma della finalità: contro la signoria dei fini va ripensata una politica di mezzi puri, che già Benjamin affidava al gesto inoperoso, capace di disattivare le opere umane e destinarle «a un nuovo, possibile uso».

da un articolo di Repubblica

“Nel libro la critica del fine è inseparabile da quella dell’azione.  Uno dei presupposti che siamo abituati a dare per scontati è che ogni azione sia rivolta a un fine e che questo fine sia il bene che l’agente ogni volta necessariamente si propone. In questo modo, poiché il fine è concepito come qualcosa di trascendente o comunque di esterno, il bene viene separato dall’uomo. Come mi sembra più convincente l’idea epicurea secondo la quale nessun organo del corpo umano è stato creato in vista di un fine e ogni cosa che nasce genera nell’uso il suo bene! A furia di gesticolare, la mano trova la sua delizia e il suo uso, l’occhio a furia di guardare si innamora della visione e le gambe, piegandosi a tentoni, inventano la passeggiata. Del resto è quel che vediamo avvenire nei bambini ed è quello che ci suggeriscono le arti come la danza, che non hanno altro fine che la pura esibizione di un gesto, di ciò che un corpo può fare. Per questo ho cercato di sostituire al paradigma dell’azione rivolta a un fine quella del gesto sottratto a ogni finalità“.

 

Pubblicato in 2017/18, Libri, News | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Nuvole di parole

Word Art 1 (1).png

link al tutorial

Pubblicato in 2017/18, News | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Logos e techne

Sintesi del video di Carlo Sini, realizzato dalla studentessa Silvia Cantoni classe 5E a.s. 2017

 

 

Pubblicato in 2017/18, Adotta una conferenza, Classi quinte, News | Lascia un commento

Corporeità

Pubblicato in 2017/18, Classi quarte, Classi quinte, indizi sul corpo, News | Lascia un commento

La passione della verità

Pubblicato in 2017/18, Classi quinte, News | Lascia un commento

LOGICA DEL CORPO

Proposta per l’a.s. 2017/18
classi 4 e 5

Una logica del corpo

Anche quest’anno la Fondazione Nazionale della Danza intende continuare la collaborazione con il Liceo Artistico G. Chierici all’interno del progetto Indizi sul corpo, ideato dalla prof.ssa Mariarosaria Pranzitelli. Quest’anno si vuole proporre il seguente incontro:

Lunedì 27 novembre ore 11.00 in Fonderia39
Lezione teorica di Enrico Pitozzi, filosofo e professore dell’Università di Bologna. https://www.unibo.it/sitoweb/enrico.pitozzi/cv

Coreografia: una logica del corpo
Adottando una prospettiva interdisciplinare, che muove dalla filosofia, dalla storia dell’arte e passa per la fisiologia, il presente intervento focalizza l’attenzione sul ruolo della percezione nella composizione del gesto. Variare il modo di sentire permette di organizzare in modo diverso il movimento. Comporre, per coreografi come William Forsythe, Saburo Teshigawara, Ginette Laurin o Cindy Van Acker, significa stabilire dei rapporti tra i corpi che abitano la scena – che siano essi anatomici, sonori o cromatici – dando loro una forma e una durata. Ogni relazione implica sempre una variazione di scala, un cambio di stato. Analizzandone gli aspetti compositivi e le implicazioni di ordine percettivo, questo intervento intende discutere le diverse logiche del corpo espresse dalla pratica coreografica contemporanea. Ciò che emerge è una concezione inedita del movimento: esso preesiste ai corpi e stabilisce con ognuno di questi una serie di concatenamenti in cui il gesto si prolunga nel suono e questo nella luce, senza soluzione di continuità. A partire da questa semplice equazione scenica si determina la qualità della presenza di un corpo.

La lezione teorica è accompagnata da una breve performance della coreografa e performer Simona Bertozzi. http://simonabertozzi.it/

La durata dell’incontro è di 90 minuti.

Questo incontro è propedeutico alla partecipazione dello spettacolo

Anatomia della Compagnia Simona Bertozzi / Nexus
Anatomia nasce dall’ incontro tra due corpi: uno biologico, l’altro sonoro. È il diagramma dello loro linee di forza, traiettorie e dislocazioni, fenditure nello spazio e forme in cui si dispiega il tempo: rapporti tra velocità e lentezza, questo il modo d’essere dell’anatomia. Anatomia è allora ciò che resta di questo incontro che avviene al limite dell’udibile, sul margine degli occhi, là dove si dispiegano tensioni in un continuo rapporto tattile tra la materia organica e quella sonora. Tagliare, incidere, dissezionare acusticamente il corpo e il suo spazio per far scaturire un’immagine: tale è la potenza, l’urto di questo incontro. Ciò che resta è una scena-paesaggio, una costellazione.
Per coglierne il bagliore irradiante, per sentirne la vibrazione, non basta semplicemente ascoltare o guardare, servono un occhio e un orecchio impossibile.

Lo spettacolo avrà luogo martedì 28 novembre ore 20.30 in Fonderia39.

Pubblicato in 2017/18, Classi quarte, Classi quinte, indizi sul corpo, News | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Il corpo e le neuroscienze

“L’arte è il frutto maturo del modo nuovo e diverso con cui l’uomo a un certo punto della propria storia si è rapportato con la «realtà» del mondo esterno. Il mondo materiale non è più considerato esclusivamente come un dominio da piegare utilitaristicamente ai propri bisogni. L’oggetto materiale perde l’esclusiva connotazione di strumento per divenire simbolo, pubblica rappresentazione, eidos capace di evocare la presentificazione di qualcosa che, apparentemente, non è presente se non nella mente dell’artista e in quella di chi guarda la sua opera. Questa «sintonizzazione mentale» tra creatore e fruitore ha radici profonde nell’esperienza condivisa che tutti facciamo dell’evidenza naturale del mondo, verosimilmente anche se non soprattutto grazie ai meccanismi neurali brevemente delineati nella sezione precedente. L’arte distilla e condensa quest’esperienza universalizzandola e al tempo stesso affermando un nuovo modo possibile di guardare alla realtà mettendola in scena. L’oggetto artistico, che non è mai oggetto in sé stesso, ma polo di una relazione intersoggettiva, quindi sociale, e-moziona in quanto evoca risonanze di natura sensotri-motoria e affettiva in chi vi si mette in relazione. Nell’espressione artistica teatrale-performativa, il corpo attoriale diviene l’epifania pubblica della capacità di rappresentazione mimetica dell’agente.”
Vittorio Gallese, post-fazione al libro “Mente e bellezza” di Ugo Morelli – (p. 249 )

Postfazione di Vittorio Gallese al libro: Mente e bellezza di Ugo Morelli
ARTE, ESPERIENZA ESTETICA E NEUROSCIENZE: LE ARTI VISIVE E LA NEUROESTETICA
Recensione del libro MENTE E BELLEZZA: “La mente è relazionale e noi tutti in quanto esseri umani siamo costitutivamente creativi, ossia siamo dotati di una creatività originaria che ci permette di istituire delle discontinuità nell’esperienza estetica. L’analisi di diverse forme di esperienza estetica (creazione artistica, elaborazione del sacro, formulazione di ipotesi scientifiche, progettualità politica, amore) mostra che è possibile, andando all’origine ed alla radice dei fenomeni, individuare tracce comuni in tutta l’esperienza umana. È questa l’ipotesi centrale di “Mente e bellezza”, l’ultimo importante ed impegnativo libro di Ugo Morelli.” link alla recensione

Pubblicato il 09 giu 2014

Prof. Vittorio Gallese il rapporto tra psicoanalisi e neuroscienze

Assegnazione del PREMIO MUSATTI 2014 da parte della Società Psicoanalitica Italiana a Torino nel corso del Congresso della Società Intervista a cura di Laura Corbelli Riprese e montaggio a cura di Francesco Bollorino.

Pubblicato in 2017/18, indizi sul corpo, News | Lascia un commento

Rendere visibile il dolore

immagine scheda libro

Rendere visibile il dolore: la pittura oltre la filosofia. MarcoVozza N. Aragno, 2005.

Offrire visibilità al dolore è la finalità inespressa di quasi tutta la pittura occidentale, qui interpretata in funzione di compensazione rispetto a quella latitanza della tradizione speculativa che aveva indotto Simmel ad esclamarne: «È sorprendente quanto poco del dolore degli uomini sia entrato nella loro filosofia». Mentre la filosofia esibisce teodicee, l’arte rende visibile il dolore: è la tesi che orienta questo saggio di filosofia della pittura, corredato di un esplicito e costante attributo tragico. Se la cognizione del dolore appare come l’impensato della filosofia, dovremo ribaltare ancora una volta la profezia hegeliana relativa alla “morte dell’arte”, poiché – a conclusione della tradizione metafisica di pensiero – troveremo proprio l’arte, capace di ovviare alle inadempienze del pensiero filosofico. L’esposizione alla sofferenza decreta così la fine della filosofia, a causa dell’insolvenza di quel secolare logos che offriva argomenti razionali per giustificare il male e il dolore. La pittura rende visibili gli affetti, le passioni e le sensazioni, le forze cioè che agiscono dietro le quinte delle nostre elaborazioni concettuali, compito che l’arte sembra perseguire al di là della sterile contrapposizione tra astratto e figurativo. Da Grünewald a Bacon, da Holbein a Schiele, da Rembrandt a Cézanne, da Pontormo a Giacometti: in questo libro viene analizzata l’opera di quei pittori che hanno saputo penetrare nel midollo del dolore, coloro per i quali sarebbe apparsa inaccettabile l’affermazione di Matisse secondo la quale la pittura dovrebbe restituirci la sensazione di star seduti comodi in poltrona. Non sarà tuttavia difficile individuare in questa esperienza artistica i segni di una grande salute, di una felicità che nasce consapevolmente dal dolore.

Continua a leggere

Pubblicato in 2017/18, Libri, News | Lascia un commento

Sulla danza

Questa galleria contiene 2 immagini.

Negli ultimi anni la danza ha intensificato anche nel nostro paese la sua presenza, sulle scene e fuori di esse, nelle trame dei discorsi più vari; il mondo dell’audiovisivo la riprende con inusitata frequenza, la filma, partecipa alle sue configurazioni … Continua a leggere

Galleria | Contrassegnato , | Lascia un commento