Sempre connessi di Remedios Zafra

Remedios Zafra

“In quest’intreccio la propria stanza connessa come luogo privato costringe a pensare immaginare la nuova sfera pubblica come avviene con le stanze private degli scrittori. La propria stanza online permette di intervenire attribuire un nuovo significato a questa confluenza. Perché, insisto, nella nostra intimità la stanza online innesca possibilità di azione collettiva e sociale che prima avevano avvenivano solo “fuori dalla soglia”. Nella stanza connessa il pensiero può essere già comunicazione, memoria e azione pubblica; l’attività può essere remunerata senza spostamento fisico, praticabile e sempre più incentivata da imprenditori, amministrazioni pubbliche e imprese, le relazioni affettive, implementate attraverso un’interfaccia, cosicché oggi la propria stanza online amplifica il potere di pensiero (concentrazione) e di azione da una posizione localizzata.
Certamente lo spazio che Virginia Wolff riteneva cruciale per lo sviluppo intellettuale delle donne continua essere un luogo singolare per la rivendicazione creativa ma anche per la riflessione politica, estesa alla comprensione delle nuove dinamiche economiche e identitarie di (auto) gestione attraverso lo schermo connesso alla rete. Non si dovrebbe dare così per scontato che la stanza per sé connessa funzioni come una pausa di natura riflessiva e morale sulla nostra costruzione soggettiva e sociale, sia in rapporto alla sfera pubblica che alle strategie di convivenza e lavoro online da casa. Le une e le altre alluderebbero a possibili forme di emancipazione delle persone limitate dagli spazi, dei corpi e dai Loro rispettivi ruoli sociali. Tra queste si dovrebbero ricordare quelle che non sono ancora riuscite a “uscire” dalla vecchia sfera domestica e pertanto non possono tornare a essa liberamente, come spazio risemantizzato.”

Sempre connesso

Nietzsche e il corpo

“Nietzsche è stato il primo a comprendere che l’intera storia della filosofia si configura come una scuola della denigrazione contro i presupposti della vita perpetrata soprattutto attraverso il sistematico disprezzo del corpo, della sua forza creativa, della sua mirabile facoltà di metamorfosi, ridotto dai metafisici ascetici a una «miserabile idée fixe dei sensi, affetto da tutti i possibili errori della logica»8. Il progetto nietzschiano di radicale oltrepassamento dell’orizzonte di pensiero metafisico comporta un ribaltamento della svalutazione platonico-cristiana del corpo: «Ai dispregiatori del corpo – scrive Nietzsche in un celebre passo dello Zarathustra – voglio dire una parola. Il corpo è una grande ragione, una pluralità con un solo senso, una guerra e una pace, un gregge e un pastore. Strumento del tuo corpo è anche la tua piccola ragione, fratello, che tu chiami ‘spirito’, un piccolo strumento e un giocattolo della tua grande ragione: essa non dice ‘io’, ma fa ‘io’. […] Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello, sta un possente sovrano, un saggio ignoto – che si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo. Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza. […] Tramontare vuole il vostro Sé, e perciò siete diventati dispregiatori del corpo! Infatti non siete più capaci di creare al di sopra di voi stessi. E per questo ora vi incollerite contro la vita e la terra. Un’invidia inconsapevole è nello sguardo bieco del vostro disprezzo. Io non vado sulla vostra strada, dispregiatori del corpo! Voi non siete per me ponti verso il superuomo!»9.

  • 8 F. Nietzsche, Götzen-Dämmerung, in KGW, VI, III, p. 69; trad. it. Il crepuscolo degli idoli, a cura (…)
  • 9 F. Nietzsche, Also sprach Zarathustra, in KGW, VI, I, edizione, pp. 34-36; trad. it. Così parlò Zar (…)

Fonte: Jean-Luc Nancy e la filosofia del corpo di Marco Vozza https://books.openedition.org/res/673?lang=en