Indizi sul corpo

CORPO E PENSIERO  
di Mariarosaria Pranzitelli e Francesco Costabile

In questo percorso progettuale abbiamo cercato di far incontrare la danza e la fotografia attraverso uno sguardo filosofico. La danza è stata l’occasione per individuare, grazie alla riflessione legata alla fotografia e alla sua particolare tecnica, il fatto che noi “siamo” e non abbiamo un corpo, come la tradizione maggiore del pensiero occidentale non soltanto ci lascia intendere, ma ci spinge e costringe a pensare.
Durante alcune letture affrontate in classe sulla riflessione della tradizione filosofica da Spinoza a Cartesio, da Nancy a Deleuze, abbiamo raccolto indizi e visioni della specificità del rapporto mente – corpo che attraversa le varie scienze (vedi neuroni specchio e neuroscienze).
La danza è una delle tante “ri-velazioni” del corpo e, come in ogni ri-velazione, possiamo e dobbiamo avvertire nel suo movimento che qualcosa è messo a nudo e contemporaneamente velato di nuovo. Il velo che viene tolto al corpo è anche, paradossalmente, quello che nuovamente lo nasconde.
Ciò dipende dal fatto che “noi non sappiamo che cosa può un corpo” (Spinoza) e non lo possiamo sapere perché la sua singolarità plurale resiste e insiste in maniera sorprendente proprio nel gesto della danza.

Proprio il corpo costringe la filosofia a quel che è: un non-sapere. Pensare il corpo è un esercizio filosofico quasi indispensabile perché la vita non venga esclusa o aggirata dalla filosofia.
E’ per questo che il pensiero quando pensa il corpo non si rivolge solo all’anatomia, ma anche alla letteratura, alla poesia e ovviamente alla danza. Ecco, la danza es-pone forse meglio ciò che, per dirla con Nancy, ogni pensiero è: un corpo.

“Non ha senso, pertanto, parlare separatamente di corpo e di pensiero, come se potessero sussistere ciascuno per sé, mentre essi non sono che il loro toccarsi reciproco, il contatto della loro effrazione l’uno attraverso l’altro e l’uno nell’altro. Questo contatto è il limite, lo spaziamento dell’esistenza. Tuttavia ha un nome, si chiama “gioia” e “dolore”, o “pena”.”

“La fotografia sta soccombendo perché ciò che si vede su Instagram o sui telefoni cellulari non è fotografia. La fotografia è un oggetto materializzato che si stampa, si ha, si guarda… Oggi esistono solo immagini e le immagini non sono fotografie” con queste parole Sebastião Salgado, uno dei maestri della fotografia contemporanea, descrive la progressiva designificazione dell’atto fotografico e della sua fruizione. I ragazzi sono abituati a produrre e a consumare immagini sin dalla tenera età e questa bulimica sovrabbondanza, se da un lato aiuta il discente ad una manualità e una dimestichezza con il mezzo dall’altra ha portato ad un depotenziamento del mezzo e ad una sorta di cecità. Nella sovrabbondanza si smette di vedere, non si pensa, non si costruisce, non si narra e si finisce per diventare soggetti passivi, stanchi consumatori di immagini vuote.   Il laboratorio di fotografia si è prefissato l’obiettivo di “pensare” l’immagine, costruirne il senso, leggerne la luce, restituire alla mera immagine il suo status di fotografia, ovvero opera dotata di senso, in grado di restituire la relazione tra l’io e il mondo, tra chi osserva e chi è osservato. Questi scatti si contraddistinguono per un assoluta eterogeneità. Un solo soggetto è letto ed interpretato in svariati modi e subisce letture e restituzioni diverse. La creazione di un pensiero critico, la scoperta di un proprio sguardo, non può non essere motivo di soddisfazione per il nostro lavoro. Ci auguriamo che la scuola possa collocarsi sempre di più nell’ottica di rieducare all’immagine. E’ un modo per formare soggetti attivi, creatori di senso, cittadini in grado di difendersi dalle migliaia di immagini che quotidianamente sono costretti a subire.

Ringraziamenti

Maria Grazia Diana – Dirigente scolastica  Liceo Artistico “G.Chierici”                                    Gigi Cristoforetti   Direttore Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto
Sveva Berti – Coordinatrice artistica Aterballetto
Raffaele Filace -Ufficio stampa e comunicazione della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto                                                       

Gli alunni della 4E a.a. 2017/2018: E.Alessandri, C. Anghinolfi,  E. Bassoli, G. Carrozzo, C. Cavandoli, M. D’Orsi, M. De Nardis, V. Esentato, G. Fabbi, G. Fusaroli, M. Fusco, I. Gandolfi, L. Gorrieri,  G. Govi, N. Haka, L. Limongi, B. Mascolo, E. Mazzini, M. Messori,     M. Morini, S. Rizzo, G. Ruozi, C. Scaglia, V. Scala, J. Tirelli

Tutti i danzatori della compagnia Aterballetto e lo staff della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.

Informazioni su Mariarosaria Pranzitelli

Docente di Filosofia Liceo artistico Reggio Emilia - Italia
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