Nietzsche

UNITÀ 4
La crisi delle certezze: da Nietzsche a Freud

  • Le edizioni delle opere di Nietzsche
  • Vita e scritti
  • Filosofia e malattia
  • Le fasi del filosofare nietzscheano
  • Il periodo giovanile
  • Il periodo “illuministico”
  • Il periodo di Zarathustra
  • L’ultimo Nietzsche

INTRODUZIONE del prof. Gianfranco Marini

 


APPROFONDIMENTI

1 – Lectio Magistralis di Carlo Sini su Nietzsche

2 – Lo stato dell`arte – Fredrich Nietzsche di Maurizio Ferrari vai al ink 

3 – Introduzione a Nietzsche di Maurizio Ferrari: link al pdf

4 – Arthur Schopenhauer vs Friedrich Nietzsche: L’esperienza estetica, l’arte e la musica 


5 – Massimo Cacciari – Nietzsche e la critica della morale

 

6 – Marco Vozza – Rendere visibile il dolore

7 – Il viandante e la sua ombra


Opere di Nietzsche:

  • Nietzsche, Friedrich. La nascita della tragedia. Feltrinelli Editore, 2015.
  • F. Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita [1874], tr. it. di S. Giametta, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1974.
  • F. Nietzsche, Umano, troppo umano, I [1877], tr. it. di S. Giametta, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1979.
  • F. Nietzsche, Aurora, pensieri sulla morale come pregiudizio [1881], tr. it. di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1978.
  • F. Nietzsche, La gaia scienza e Idilli di Messina [1882], tr. it. di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1977.
  • F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra [1883-1885], tr. it. di S. Giametta, RCS Libri, Milano 1995.
  • F. F. Nietzsche, Al di là del bene e del male [1886], tr. it. di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1977.
  • F. Nietzsche, Genealogia della morale [1887], tr. it. di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1984.
  • F. Nietzsche, Il Crepuscolo degli idoli, ovvero come si filosofa col martello [1888], tr. it di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1983.
  • F. Nietzsche, L’Anticristo, maledizione del cristianesimo [1888], tr. it. di F. Masini, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1977.
  • Nietzsche, Ecce Homo [1888], a cura di R. Calasso, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1981.
  • F. Nietzsche, Scritti su Wagner (Wagner a Bayreuth  [1876], Il caso Wagner [1888], Nietzsche contra Wagner [1888]), tr. it. di F. Masini, S. Giametta, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano1979.
  • F. Nietzsche, Frammenti postumi I, tr. it. di G, Colli, C. Colli Staudea, Piccola Biblioteca Adelphi, Milano 1989.

“Un essere veramente malato non può guarire, e tanto meno guarirsi da sè; per un uomo veramente sano la malattia può essere, al contrario, un energico incitamento a vivere, a vivere più intensamente. Così realmente mi appare ora quel lungo periodo di malattia: io scopersi quasi nuovamente la vita, me compreso; io gustai tutte le cose buone, anche le piccine, come altri difficilmente potrebbe gustarle, io feci della mia volontà d’essere sano,- di vivere, la mia filosofia… Perché si badi bene: fu proprio negli anni della mia più debole vitalità che cessai di essere pessimista: il bisogno istintivo di ristabilire me stesso, mi strappò alla filosofia della miseria e dello scoraggiamento…
E da ciò si riconosce, in fondo, la bontà della nascita! Un uomo ben nato fa bene ai nostri sensi: egli è fatto d’un legno insieme duro e tenero e profumato. Gli piace soltanto ciò che gli è utile: il suo piacere, il suo desiderio cessano quando egli oltrepassa il limite dell’utile. Egli indovina i mezzi per riparare ai mali, fa suo pro di tristi accidenti; ciò che non lo annienta lo rende più forte. Di tutto ciò ch’egli vede, ode, vive, tira istintivamente la sua somma; è un principio di selezione: molte cose lascia cadere. È sempre in sua compagnia, sia ch’egli s’occupi di libri o d’uomini, o di paesaggi: come sceglie, come accetta, come s’affida, egli onora. Reagisce ad ogni sorta di fascino, lentamente, con quella lentezza che gli hanno insegnata una lunga prudenza e una superbia voluta; — esamina il fascino che sale a lui — è ben lungi dal muovergli incontro. Non crede nè alla “sventura” nè alla “colpa”: sbriga presto ogni cosa, con sè e con gli altri, sa dimenticare; — è abbastanza forte perché ogni cosa debba andargli per il meglio.”

Nietzsche, Ecce homo

“Come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare, bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dette la spugna per cancellare l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci muoviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare?
Con che acqua potremo lavarci? Quali riti espiatori, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande per noi la grandezza di questa azione?”

Nietzsche, La Gaia scienza, fr. 125


 

 

 

Informazioni su Mariarosaria Pranzitelli

Docente di Filosofia Liceo artistico Reggio Emilia - Italia
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