Differenze strutturali, epistemologiche e antropologiche alla luce degli studi recenti

Introduzione

Il dibattito contemporaneo sull’intelligenza è segnato da un’ambiguità crescente: lo stesso termine viene applicato tanto agli esseri umani quanto ai sistemi artificiali, spesso senza chiarire che si tratta di fenomeni radicalmente diversi per origine, struttura e significato. L’accelerazione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale — in particolare dei sistemi di machine learning e dei modelli generativi — ha contribuito a rafforzare questa confusione, alimentando narrazioni che oscillano tra entusiasmo tecnologico e allarmismo antropologico.

Questo saggio sostiene una tesi precisa:
l’intelligenza umana e l’intelligenza artificiale non sono due varianti dello stesso tipo di intelligenza, ma due concetti ontologicamente e funzionalmente distinti, che condividono alcune somiglianze di prestazione ma divergono profondamente sul piano cognitivo, neuroscientifico, epistemologico ed etico.


1. L’intelligenza umana: un costrutto multidimensionale e incarnato

1.1 Definizione scientifica contemporanea

Nella letteratura psicologica recente, l’intelligenza umana è definita come una capacità generale di apprendere dall’esperienza, ragionare, risolvere problemi e adattarsi a contesti nuovi, integrando processi cognitivi ed esecutivi con dimensioni metacognitive e motivazionali.

Le ricerche più aggiornate convergono su tre punti fondamentali:

  1. Struttura gerarchica dell’intelligenza, con un fattore generale (g) che coordina abilità cognitive specifiche
    – Modelli CHC (Cattell–Horn–Carroll)
    – Meta-analisi recenti confermano la robustezza statistica di g (Gignac, 2024; Anderson et al., 2022)
  2. Base neurobiologica distribuita, non localizzabile in un’unica area cerebrale
    – L’intelligenza emerge dall’integrazione dinamica di reti neurali
    – In particolare, il coordinamento fronto-parietale e la flessibilità delle reti cognitive risultano fortemente correlati alle prestazioni intellettive (Jung & Haier; Thiele et al., 2025)
  3. Carattere adattivo e flessibile
    – L’intelligenza umana consente trasferimento tra domini diversi
    – È sensibile al contesto, alla storia personale, alle relazioni sociali

In sintesi, l’intelligenza umana è una proprietà emergente di un organismo vivente, radicata nel corpo, nel cervello e nella vita sociale.


1.2 Metacognizione, intenzionalità e significato

Un aspetto centrale, spesso trascurato nel confronto con l’IA, è che l’intelligenza umana include:

  • metacognizione (capacità di riflettere sui propri processi mentali);
  • intenzionalità (orientamento verso scopi dotati di senso);
  • costruzione di significato, non riducibile a mera elaborazione di informazioni.

Gli esseri umani non si limitano a risolvere problemi: attribuiscono valore, interpretano, dubitano, cambiano obiettivi. Questa dimensione qualitativa non è accessoria, ma strutturale.


2. L’intelligenza artificiale: sistemi di inferenza computazionale

2.1 Definizione operativa e normativa

Negli ultimi anni, le definizioni di intelligenza artificiale sono state precisate in ambito istituzionale e scientifico. Secondo le formulazioni più accreditate (OCSE, NIST, Unione Europea):

Un sistema di intelligenza artificiale è un sistema basato su macchine che, per obiettivi definiti, elabora input e produce output (predizioni, raccomandazioni, contenuti, decisioni) mediante processi di inferenza, spesso basati su apprendimento statistico.

Questa definizione chiarisce un punto essenziale:
l’IA non “possiede” intelligenza, ma esegue funzioni che appaiono intelligenti in base ai risultati prodotti.


2.2 Apprendimento statistico e assenza di comprensione

Gli studi più recenti sull’IA — inclusi quelli critici (Bender et al., 2021; Mitchell, 2023; Marcus & Davis, 2024) — mostrano che i sistemi avanzati:

  • apprendono correlazioni statistiche, non significati;
  • non dispongono di modelli causali robusti del mondo;
  • non hanno esperienza, intenzionalità né consapevolezza.

Anche quando l’output è linguisticamente sofisticato, la comprensione è simulata, non vissuta. L’IA non “sa” ciò che dice, né può interrogarsi sul valore o sulle conseguenze di ciò che produce.


3. Differenze fondamentali tra intelligenza umana e artificiale

3.1 Differenza ontologica

Intelligenza umanaIntelligenza artificiale
Proprietà di un organismo viventeProprietà funzionale di un sistema tecnico
Incarnata e situataDisincarnata
Storica e biograficaAddestrata su dati
AutoregolataOttimizzata da funzioni esterne

3.2 Differenza epistemologica

  • L’essere umano conosce il mondo attraverso esperienza, interpretazione, errore, revisione critica.
  • L’IA processa informazione senza accesso al senso o alla verità nel significato umano del termine.

Come sottolineano studi recenti di filosofia della mente e scienze cognitive, prestazione cognitiva e comprensione non coincidono.


3.3 Differenza etica e politica

Un punto decisivo, messo in evidenza anche dalla normativa europea:

  • L’essere umano è responsabile delle proprie azioni.
  • L’IA non è un soggetto morale, ma uno strumento.

Attribuire “intelligenza” in senso forte alle macchine rischia di:

  • offuscare le responsabilità umane;
  • naturalizzare decisioni algoritmiche;
  • indebolire la capacità critica.

4. Una distinzione necessaria, non difensiva

Sottolineare le differenze tra intelligenza umana e artificiale non significa sminuire l’IA, ma collocarla correttamente. Gli studi più seri degli ultimi anni insistono su questo punto:
l’errore non è usare l’IA, ma confondere ciò che fa con ciò che siamo.

L’intelligenza umana resta:

  • creativa in senso forte,
  • capace di giudizio,
  • radicata nella relazione e nella responsabilità.

L’intelligenza artificiale, invece, è:

  • potente,
  • utile,
  • strumentale.

La distinzione non è nostalgica né ideologica: è scientifica, filosofica e civile.


Riferimenti essenziali (studi recenti)

  • Anderson, E. D. et al. (2022). Neural and cognitive models of general intelligence.
  • Bender, E. et al. (2021). On the Dangers of Stochastic Parrots.
  • Gignac, G. E. (2024). Reconsidering definitions of intelligence in the age of AI.
  • Jung, R. E., & Haier, R. J. (2007). The Parieto-Frontal Integration Theory.
  • Marcus, G., & Davis, E. (2024). Rebooting AI.
  • Mitchell, M. (2023). Artificial Intelligence: A Guide for Thinking Humans.
  • Thiele, J. A. et al. (2025). Dynamic brain networks and intelligence.
  • OECD (2024). Explanatory memorandum on AI systems.
  • NIST (2023). AI Risk Management Framework.

Di seguito le differenti definizioni e concezioni di intelligenza artificiale elaborate da Luciano Floridi e Yuval Noah Harari, mettendone in luce presupposti teorici, finalità e implicazioni antropologiche, con riferimenti puntuali ai loro testi più recenti e autorevoli.


1. Luciano Floridi: l’IA come agente artificiale senza intelligenza umana

1.1 La definizione di base

Per Floridi, l’intelligenza artificiale non è intelligenza nel senso umano del termine, ma una forma di agency artificiale. Nei suoi lavori più recenti (The Ethics of Artificial Intelligence, The Logic of Information, AI Ethics), egli chiarisce che:

l’IA è un sistema artificiale progettato per svolgere azioni che richiederebbero intelligenza se fossero compiute da un essere umano, senza per questo possederla realmente.

Floridi insiste su un punto concettuale decisivo:
l’IA non pensa, non comprende, non è cosciente. Produce risultati funzionalmente efficaci, ma privi di esperienza fenomenologica, intenzionalità o comprensione semantica.


1.2 L’errore concettuale: antropomorfismo e “reificazione dell’intelligenza”

Secondo Floridi, parlare di IA come “intelligente” è una metafora operativa, utile sul piano tecnico ma pericolosa sul piano filosofico e sociale. L’errore più grave è:

  • antropomorfizzare le macchine, attribuendo loro proprietà umane;
  • reificare l’intelligenza, trattandola come una sostanza trasferibile dagli esseri umani alle macchine.

Per Floridi, l’intelligenza umana è una proprietà emergente di un agente biologico, incarnato, morale e responsabile. L’IA, invece, è uno strumento cognitivo avanzato.


1.3 IA come “forza ambientale” (non come soggetto)

Un concetto centrale del pensiero di Floridi è che l’IA stia trasformando l’ambiente informazionale (la infosfera), non creando nuovi soggetti morali.

Per questo:

  • la responsabilità resta sempre umana;
  • l’etica dell’IA è un’etica della progettazione, dell’uso e della governance, non delle macchine in quanto tali.

➡️ In sintesi, per Floridi:

l’IA è potente, ma ontologicamente non intelligente né autonoma in senso forte.


2. Yuval Noah Harari: l’IA come potere cognitivo e infrastruttura di controllo

2.1 Dalla “intelligenza” alla “capacità di decisione”

Harari adotta un approccio radicalmente diverso. Nei suoi testi più recenti (21 Lessons for the 21st Century, Homo Deus, interventi 2023–2024), egli propone di separare intelligenza da coscienza.

Secondo Harari:

  • non è necessario essere coscienti per esercitare potere;
  • ciò che conta storicamente è la capacità di prendere decisioni efficaci.

In questo senso, l’IA rappresenta una svolta epocale perché:

  • può analizzare enormi quantità di dati;
  • può prendere decisioni in ambiti cruciali (finanza, sanità, sicurezza, comunicazione);
  • può sostituire processi cognitivi umani anche senza “capire” o “sentire”.

2.2 L’IA come “agente decisionale non umano”

Harari parla esplicitamente di nuovi agenti non biologici che entrano nella storia. Non li definisce “intelligenti” in senso filosofico classico, ma sottolinea che:

per la prima volta, il potere decisionale si separa dall’esperienza umana.

Questa è, per Harari, la vera novità:

  • non la coscienza artificiale;
  • ma l’automazione del giudizio.

2.3 Il rischio storico: perdita di controllo narrativo e politico

A differenza di Floridi, Harari è meno interessato alla precisione concettuale e più alle conseguenze storiche e politiche.

I rischi principali che individua:

  • delega delle decisioni a sistemi opachi;
  • erosione dell’autonomia individuale;
  • concentrazione del potere cognitivo in poche infrastrutture tecnologiche.

In questo senso, l’IA è vista come:

una tecnologia che può riscrivere l’evoluzione sociale e politica dell’umanità, indipendentemente dal fatto che “pensi” davvero.


3. Confronto diretto tra Floridi e Harari

AspettoFloridiHarari
Natura dell’IASistema artificiale non intelligenteAgente decisionale non umano
Centralità della coscienzaFondamentale per distinguere umano/macchinaNon necessaria per esercitare potere
Rischio principaleConfusione concettuale e deresponsabilizzazionePerdita di controllo storico-politico
FocusEtica, ontologia, governanceStoria, potere, futuro dell’umanità
Tesi di fondoL’IA non è un soggettoL’IA cambia chi decide

4. Valutazione critica complessiva

Le due posizioni non sono in contraddizione, ma operano su piani diversi:

  • Floridi lavora sulla chiarezza concettuale: ci dice che cosa l’IA non è, per evitare errori filosofici e normativi.
  • Harari lavora sulla portata storica: ci dice che cosa l’IA può fare, anche senza essere intelligente in senso umano.

Una sintesi rigorosa potrebbe essere questa:

l’IA non è intelligente come un essere umano (Floridi), ma può avere un potere cognitivo e decisionale storicamente senza precedenti (Harari).

Questa distinzione è cruciale per evitare sia il tecnofeticismo sia la sottovalutazione dei rischi reali.


Riferimenti essenziali

  • Floridi, L. (2023–2024). AI Ethics, The Ethics of Artificial Intelligence.
  • Harari, Y. N. (2018–2024). 21 Lessons for the 21st Century, Homo Deus, articoli e interventi pubblici recenti.

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Di seguito trovi biografia e bibliografia essenziale di Luciano Floridi e Yuval Noah Harari.


Luciano Floridi

1. Profilo biografico

Luciano Floridi (n. 1964) è uno dei più importanti filosofi contemporanei nel campo della filosofia dell’informazione e dell’etica dell’intelligenza artificiale.
È professore di Philosophy and Ethics of Information presso l’Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab, ed è stato tra i principali consulenti teorici per istituzioni europee e internazionali in materia di governance dell’IA.

La sua ricerca si colloca all’incrocio tra:

  • filosofia analitica,
  • etica applicata,
  • teoria dell’informazione,
  • studi sull’impatto sociale delle tecnologie digitali.

Floridi ha sviluppato una visione originale secondo cui viviamo in una infosfera, un ambiente informazionale globale in cui esseri umani, tecnologie e sistemi artificiali interagiscono. In questo contesto, l’IA non è un soggetto intelligente, ma una forma di agency artificiale che modifica profondamente le condizioni dell’agire umano.

Un punto centrale del suo pensiero è la critica dell’antropomorfismo tecnologico: attribuire intelligenza, coscienza o responsabilità morale alle macchine è, per Floridi, un errore concettuale che rischia di deresponsabilizzare gli esseri umani.


2. Concetti chiave del pensiero di Floridi

  • Intelligenza ≠ prestazione funzionale
  • Agency artificiale (non soggettività)
  • Etica della progettazione e della governance
  • Responsabilità sempre umana
  • Infosfera come nuovo ambiente ontologico

3. Bibliografia essenziale (traduzioni italiane e testi fondamentali)

Opere principali

  • La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo (Raffaello Cortina)
  • Etica dell’intelligenza artificiale (Raffaello Cortina)
  • Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica dell’era digitale (Raffaello Cortina)
  • The Logic of Information (Oxford University Press)
  • Ethics of Information (Oxford University Press)

Testi e articoli recenti di riferimento

  • Floridi, L. (2023–2024), scritti su AI governance ed etica digitale
  • Documenti OCSE e UE con contributi teorici di Floridi

Yuval Noah Harari

1. Profilo biografico

Yuval Noah Harari (n. 1976) è uno storico israeliano, professore presso la Hebrew University of Jerusalem, noto a livello mondiale per le sue opere di storia globale, antropologia storica e filosofia del futuro.

La sua formazione accademica è storica (storia medievale e militare), ma il suo lavoro più noto si colloca in una prospettiva macro-storica, in cui analizza le grandi trasformazioni dell’umanità: linguaggio, religione, scienza, capitalismo, biotecnologie e intelligenza artificiale.

Nel dibattito sull’IA, Harari non si concentra sugli aspetti tecnici o definitori, ma sulle conseguenze storiche, politiche e antropologiche. La sua tesi centrale è che l’IA rappresenti la prima tecnologia capace di esercitare potere decisionale autonomo, indipendentemente dalla coscienza.


2. Concetti chiave del pensiero di Harari

  • Separazione tra intelligenza e coscienza
  • Automazione del giudizio
  • Potere cognitivo non umano
  • Rischio di perdita di controllo politico e narrativo
  • Centralità dei dati e degli algoritmi

3. Bibliografia essenziale (traduzioni italiane)

Opere principali

  • Sapiens. Da animali a dèi (Bompiani)
  • Homo Deus. Breve storia del futuro (Bompiani)
  • 21 lezioni per il XXI secolo (Bompiani)
  • Nexus. Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA (Bompiani, ed. recente)

Interventi e saggi recenti

  • Articoli e interventi pubblici (2019–2024) su IA, democrazia e potere algoritmico
  • Contributi a forum internazionali (WEF, ONU, UNESCO)

4. Differenza di impostazione (in sintesi)

  • Floridi è un filosofo analitico: chiarisce che cosa l’IA non è, per fondare un’etica solida.
  • Harari è uno storico del futuro: analizza che cosa l’IA può fare, anche senza essere intelligente.

Insieme, offrono due prospettive complementari:
una concettuale-normativa e una storico-politica.


Ecco una selezione di link a conferenze, talk e interventi online di Luciano Floridi e Yuval Noah Harari, utili per approfondire i loro contributi su intelligenza artificiale, etica, società e futuro.


📌 Conferenze e interventi di Luciano Floridi

1. Etica dell’IA e le sue conseguenze

Un’intervista/conferenza sull’etica dell’intelligenza artificiale e le sue implicazioni socio-giuridiche. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=BkWUwzOdin4

2. What (really) is Artificial Intelligence?

Floridi spiega l’evoluzione dell’IA dalle origini alla tecnologia contemporanea, mettendo in luce limiti e natura di queste tecnologie. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=olZDxApTGMo

3. Intelligenza artificiale e democrazia

Talk su come l’IA influisce sui processi democratici e politici. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=F3f7eXUW4Oc

4. Floridi: “L’intelligenza artificiale non esiste!”

Intervento in cui Floridi discute della natura delle tecnologie di IA e del perché non possano essere considerate intelligenti come l’essere umano. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=Lx-8r0l2rUQ

5. Artificial Agency: conversation with Floridi

Dialogo approfondito sull’IA con riferimenti alla sua visione filosofica e alla nozione di agency artificiale. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=9Ih9pSY2OBc

📌 Altri materiali utili


📌 Conferenze e interventi di Yuval Noah Harari

1. AI and human evolution | Harari (WSJ Leadership Institute)

Harari esamina il ruolo dell’IA nel contesto dell’evoluzione umana e delle decisioni politiche globali. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=Ki5hosohNtQ

2. AI and the future of humanity (Frontiers Forum Live)

Keynote in cui Harari discute il contributo e i rischi dell’IA per la civiltà umana. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=azwt2pxn3UI

3. Harari on AI, Future Tech, Society & Global Finance

Discussione amplia sull’impatto delle tecnologie emergenti, inclusa l’IA, sulla società e sull’economia globale. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=_eYDNcSYUCA

4. AI: how can we control an alien intelligence?

Intervento di Harari sull’IA come “agente alieno” e sulle sfide di fiducia e controllo. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=0BnZMeFtoAM

5. Harari and Asma Mhalla on AI, Democracy, and Society

Evento a Parigi con discussione sulle implicazioni democratiche e sociali dell’IA. (YouTube)
📌 Video: https://www.youtube.com/watch?v=UEAFlFkoKps


📌 Consigli per l’uso didattico

  • Per analisi filosofico-concettuale: i talk di Floridi sono eccellenti per discutere natura, etica e limiti dell’IA.
  • Per prospettiva storico-sociopolitica: gli interventi di Harari sono utili per collegare l’IA a potere, narrazione e futuro della civiltà.

📌 Suggerimento per approfondire

Per ogni conferenza prova ad utilizzare queste domande per scrivere una sintesi degli interventi:

  1. Qual è la tesi centrale dell’intervento?
  2. In che modo l’autore interpreta il ruolo dell’IA nella società?
  3. Che implicazioni etiche o politiche vengono sollevate?
  4. Quali sono punti di convergenza o divergenza tra i due autori?