Sull’amore

Percorso interdisciplinare 

classe 4D 2019/20

Bibliografia e sitografia (in aggiornamento)

La mia proposta  è sulla parola “amore” in via di costruzione con gli studenti.
L’idea parte dal Simposio di Platone e alla fine del percorso un “Simposio 2020” con banchetto e lettura dei testi realizzati dagli studenti.
“Onde si può dire che le vicende degli dèi furono appianate al giungere d’Amore – amore di bellezza, è evidente: non esiste amore per quel che è brutto -, ma prima di lui, come ho detto all’inizio, molte e terribili lotte avvenivano tra gli dèi, come si racconta, a causa del regno della Necessità. Ma quando fu generato questo dio, dall’amore per il bello agli dèi e agli uomini è avvenuto ogni bene. Così dunque, Fedro, a me pare che essendo Amore per primo il più bello e il migliore diviene in seguito a questo anche per gli altri la causa di altrettali qualità. E mi viene voglia di dire qualcosa anche in versi, dicendo che è lui che crea la pace fra gli uomini e sul mare una tranquillità senza vento, luogo di quiete e di sonno nell’affanno dei soffi impetuosi. Egli ci libera da ogni sentimento di avversione e ci riempie di ogni senso di familiarità, stabilendo tali incontri per farci trovare insieme nelle feste, nelle danze, nei sacrifici quando egli è nostra guida. Offre bontà, scaccia la selvatichezza, si fa donatore di benevolenza, e non dona malevolenza; propizio, buono, oggetto di ammirazione per gli uomini, di stupore per gli dèi; invidiato dagli sfortunati, conquistato da chi ha buona sorte; di godimento, floridezza, bellezza, grazia, di desiderio, brama è padre; sollecito per i buoni, senza pensiero per i malvagi; nel travaglio, nel timore, nel desiderio, nel parlare è nocchiero, commilitone, protettore e salvatore splendido. Di tutti gli dèi e uomini è ornamento, è guida bellissima e valorosissima, che ogni uomo deve accompagnare quando innalza inni soavemente, prendendo parte alla canzone che egli canta, allettando di tutti gli dèi e gli uomini la mente.”
dal Simposio di Platone

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
L'arte di amare
1 – L’arte di amare di Erich Fromm

Frammenti di un discorso amoroso
2 – Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes

3 – Daniela Calabrò L’amore, ogni volta… Il cuore scheggiato di Jean-Luc Nancy
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4 – Jean Luc Nancy Sull’amore


Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi

5 – Amore Liquido di Bauman


6 – Sull’amore. Innamoramento, gelosia, eros, abbandono. Il coraggio dei sentimenti di Paolo Crepet

7 – Recalcati – Come l’Amore 


Poesia



Eugenio Montale, “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

 


Alda Merini, “Ho bisogno di sentimenti”

Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.



Nazim Hikmet, “Amo in te”

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.


 

Informazioni su Mariarosaria Pranzitelli

Docente di Filosofia Liceo artistico Reggio Emilia - Italia
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