Relazione conferenza

CONFERENZA “LOGICA DEL CORPO”
27.11.17 Fonderia 39

Relazione di Vannini Agnese 5D a.s. 2017/18

Conferenza tenuta dal Prof. Enrico Pitozzi
Performance di danza “Anatomia”
Approfondimento sul coreografo RUDOLF VON LABAN :

BIOGRAFIA

Danzatore, coreografo, maître de ballet e teorico della danza ungherese (Bratislava 1879-Weybridge, Surrey, 1958). Di formazione eclettica, dopo il collegio militare a Wiener Neustadt (1899) studiò arti visive a Monaco e all’Ècole des Beaux-Arts di Parigi. Fin dal 1910 si era dedicato alla sperimentazione di forme coreografiche indipendenti dalla forma e dalla struttura musicale, allo studio degli antichi sistemi di notazione della danza, delle teorie di J.-G. Noverre e di quelle, contemporanee, di È. Jaques-Dalcroze.. Nel 1913 apre a Monaco l’Atelier für Tanz und Bühnenkunst Rudolf Laban de Varalias.

Trascorre gli anni della guerra a Zurigo, dove aderisce alla massoneria e stabilisce numerosi contatti con il movimento dadaista. Al termine del conflitto torna in Germania dove, dal 1919 al 1938, avvia una vastissima opera di diffusione e sviluppo delle proprie teorie sulla danza.

Apre e dirige numerose scuole, fonda il primo Istituto Superiore di Studi Coreografici (a Würzburg, 1925, poi trasferito a Berlino, 1927), svolge un’intensa attività di danzatore e coreografo con la Tanzbühne Laban e con la Kammer Tanz-bühne e come coreografo ospite o maître de ballet in importanti istituzioni e teatri. Sostenitore e fautore del ruolo della danza all’interno di ogni comunità umana, promuove la formazione di un gran numero di “cori in movimento” , concepiti per interpreti non professionisti ma guidati da artisti professionisti.

In quegli stessi anni Laban viaggia e tiene conferenze in tutto il Centro-Europa, è attivo come ricercatore, nel campo del movimento e della notazione del movimento, pubblica numerosi testi di grande valore teorico fra i quali il fondamentale Die Welt des Tänzers (1920) e Choreographie (1926), sulla notazione della danza.

Nel 1928 fonda una rivista specializzata, Schrifttanz, e a Essen presenta la prima versione completa del suo sistema di notazione della danza, la Kinetographie Laban.

Nel 1934 è nominato responsabile per tutta la Germania delle attività di danza; ma poi i nazisti prendono a perseguitare il pensiero e le attività di Laban costringendolo a lasciare il Paese.

Approdato nel 1938 in Gran Bretagna, Laban si stabilisce in un primo momento a Dartington. 

Negli anni della guerra, in collaborazione con l’imprenditore F. C. Lawrence, pubblica Effort (1941), uno studio sulle applicazioni dei suoi principi al lavoro industriale, ed è consulente di diverse aziende. La possibilità di applicazione al teatro di prosa delle sue teorie sul movimento suscita largo interesse. La sua ex allieva e compagna Lisa Ullmann apre nel 1946, a Manchester, l’ Art of Movement Studio, presso il quale Laban può proseguire la propria attività di insegnante.

Negli anni Cinquanta le teorie di Laban sul movimento si diffondono rapidamente all’interno delle istituzioni scolastiche del Regno Unito e la modern educational dance entra a far parte dei programmi di molti istituti secondari nonché di numerosi colleges. Due diverse compagnie, lo Young Dancers Group (fondato nel 1948) e il British Dance Theatre (fondato nel 1950), operano in quegli anni dirette da suoi assistenti ma sotto la sua personale supervisione, proseguendo la sperimentazione delle sue teorie sul piano creativo.

LA SUA DANZA

Nel clima della Korpercultur, Laban elabora un nuovo concetto di danza, estetico ma anche etico: attraverso il movimento di un corpo libero e naturale, l’uomo migliora la propria espressione e, unendosi in coro, incontra quindi l’altro. L’estetica e la pedagogia labaniana maturano a dal 1913 a Monte Verità dove in un mondo anarchico e naturalista Laban viveva con i suoi seguaci dando vita alla Danza Libera, che non significava danza anarchica, sganciata da leggi, ma movimenti basati su elaborate teorie di spazio e di tempo tanto da poter parlare oggi di scienza labaniana. Disciplina di movimento che Laban ricerca in contrapposizione della danza accademica considerata da lui disciplina di posizioni.
La sua novità, rispetto alle ricerche di suoi contemporanei come Dalcroze, sta nell’assoluta superiorità della danza rispetto alle altre arti. Tra il 1927 e il 1928 in Germania vengono organizzati due congressi nazionali in cui emergono divergenze all’interno degli esponenti della danza tedesca che causano uno strappo fra la corrente di Laban, favorevole ad una sintesi tra la danza accademica e la danza moderna, e la corrente della sua allieva Mary Wigman portabandiera delle giovani generazioni e sostenitrice dell’assoluta autosufficienza espressiva e tecnica della danza moderna tedesca.

Le sue Teorie sul movimento elaborate sono raccolte sotto i termini di Eucinetica e Coreutica esemplificate attraverso l’uso dell’ icosaedro, una figura solida geometrica, appositamente costruita, costituita da venti triangoli equilateri , che racchiudeva in se le tre dimensioni spaziali: lunghezza, larghezza, profondità. Doveroso è citare il sistema di notazione dei movimenti del corpo elaborato da Laban tra il ’25 e il’30 chiamato Labanotation negli Stati Uniti, Kinetography nel Regno Unito e Cinétographie in Francia. Sistema costruito intorno ai quattro fondamentali elementi costitutivi del movimento: spazio, tempo, peso, flusso. Nonostante la sua dichiarata predilezione per una danza assoluta, in ambito coreografico Laban ha coltivato anche altre direzioni di ricerca approdando qualvolta in un’idea di teatro totale fondato sull’ unione di danza, suono e parola

I 4  FATTORI DI MOVIMENTO

 Spazio (S): direzione e livelli dei passi e dei gesti; cambio di fronte; estensione dei passi e dei gesti; forma dei gesti. Tempo (T): rapido e lento nei gesti e nei passi; ripetizione di un ritmo; tempo di un ritmo. Peso (P): tensione forte o debole; posizione degli accenti; fraseggio risultante da periodi accentati e non accentati. Flusso (F): scorrevole; interrotto; arrestato.

E’ un fatto meccanico che il peso del corpo, o di ogni sua singola parte, possa essere sollevato e trasportato in una determinata direzione dello spazio, e che questo processo richieda un certo lasso di tempo, in rapporto alla velocità. Le stesse condizioni meccaniche possono essere osservate in ogni controspinta che regola il flusso del movimento.

Il fluire è il normale svolgersi del movimento, come quello di una corrente fluida, e può essere più o meno controllato.

Spazio, tempo, peso e flusso sono i fattori di movimento attraverso i quali la persona che si muove adotta un particolare atteggiamento, che, a seconda dei casi si può descrivere come: un atteggiamento flessibile e lineare nei confronti dello spazio; un atteggiamento di prolungazione o di abbreviazione nei confronti del tempo; un atteggiamento rilassato o energico nei confronti del peso; un atteggiamento di liberazione o di contenimento nei confronti del flusso.

Il fattore di movimento spazio può essere associato alla facoltà umana di partecipare con attenzione. In questo caso, la tendenza predominante è quella ad orientarsi e a trovare una relazione con la materia d’interesse o in un modo subitaneo e diretto o in uno circospetto e flessibile.

Il fattore di movimento tempo può essere associato alla facoltà umana di partecipare con decisione. Le decisioni possono essere prese inaspettatamente e all’improvviso, lasciando andare una cosa e rimpiazzandola con un’altra in un preciso momento, oppure possono svilupparsi gradualmente, mantenendo una delle condizioni precedenti per un certo periodo di tempo.

Il fattore di movimento peso può essere associato alla facoltà umana di partecipare con intenzione. Il desiderio di fare una determinata cosa può far presa in una persona talvolta con forza e fermezza, talaltra delicatamente e con leggerezza.

Il fattore di movimento flusso può essere associato alla facoltà umana di partecipazione con precisione o, detto altrimenti, progressione. Si tratta della capacità di accordarsi al processo di realizzazione, cioè di relazionarsi all’azione. Si può controllare e vincolare il flusso naturale di questo processo o lasciare che scorra libero e senza ostacoli.

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

Biografia: http://www.sapere.it/enciclopedia/Laban%2C+Rudolf.html

I 4 fattori di movimento:  tratti dal libro “L’arte del movimento” di Rudolf von Laban

La sua danza: http://www.danzasi.it/rudolf-laban-scienziato-della-danza-libera/

Informazioni su Mariarosaria Pranzitelli

Docente di Filosofia Reggio Emilia - Italia
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