Il movimento della Danza

IL MOVIMENTO DELLA DANZA
a cura di Matteo Boccazzi,  5^D a.s. 2017/18.

La danza di Saburo Teshigawara dimostra una grande originalità. La sua qualità di movimento è caratterizzata da una incredibile capacità di adattare il proprio corpo, passando da momenti di estatica sospensione, che dilatano il tempo, per poi passare ad una sorprendente rapidità, grazie ad un corpo capace di accelerazioni stupefacenti, che per alcuni aspetti mi ha ricordato il mito della velocità dei pittori Futuristi, ove si esalta la velocità pura. Il corpo di Saburo Teshigawara è capace di struggersi, sospendersi, sollevarsi e diventare quasi evanescente, per poi vibrare, disegnare traiettorie di luce, sussultare sprizzante di energia vitale, leggero  ma forte, tenace e intenso,  proprio come la frazionaria e apparentemente confusionaria realtà futurista.     

Saburo Teshigawara è davvero un artista poliedrico e completo, che ha proposto una sua personale visione del mondo e del movimento, e questo probabilmente è dovuto anche al fatto che delle sue performance lui stesso disegna le scene, i costumi ed il disegno luci. La danza per lui è un’arte complessa e difficile, fatta non solo di movimento, ma anche di immagine.

Nelle opere futuriste è quasi sempre costante la ricerca del dinamismo ad esempio, per loro un cavallo in movimento non ha quattro gambe, ne ha venti. Così la simultaneità della visione diventa il tratto principale dei quadri futuristi; lo spettatore non guarda passivamente l’oggetto statico, ma ne è come avvolto, testimone di un’azione rappresentata durante il suo svolgimento.  

“La danza è scultura. Scultura d’aria, scultura di luoghi, scultura di tempo … per me danzare vuol dire giocare con l’aria. Sentir il corpo come l’aria e l’aria come il corpo. La danza non si riduce ai semplici movimenti del corpo, ma ingloba allo stesso tempo i movimenti della coscienza e quelli dei sensi”

Nonostante la perfezione della creazione coreografica, e la scelta scenica, sempre di gusto raffinatissimo, spesso Saburo Teshigawara inserisce la componente del rischio nelle sue performance eccezionali in cui, per esempio, si è seppellito per percepire il contrasto tra il sentire la pressione sul corpo e il successivo respiro libero e leggero che lo attraversa. Oppure quando ha camminato su una distesa di cocci di vetro, perché “perché tempo e spazio si spezzano quando si spezza il vetro” (vedi Progetto collezione Maramotti 2017), o quando ha danzato con un partner d’eccezione: un corvo vivo. Forse un omaggio alla compagnia stessa: Karas, infatti, in italiano vuol dire proprio corvo.                  

     Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Saburo_Teshigawara , https://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo

Informazioni su Mariarosaria Pranzitelli

Docente di Filosofia Reggio Emilia - Italia
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